L’intervento degli agenti della Polizia Penitenziaria è scattato dopo la segnalazione delle telecamere dell’istituto: bloccato un tentativo di introdurre droga con un drone
Viaggiavano in auto verso Cavadonna con a bordo quasi 1 chilo e mezzo di droga e un drone. Ma gli agenti della Penitenziaria, si sono accorti della presenza del veicolo sospetto dalle telecamere. Così è scattata l’operazione, poco dopo le 21,20, che ha bloccato l’introduzione nel carcere della droga. Il risultato è stato di due persone arrestate e una denunciata.
L’intervento è nato dal controllo delle telecamere dell’istituto, che hanno permesso di individuare un’auto sospetta nelle aree vicine alla struttura che ospita la casa circondariale. Gli agenti sono intervenuti d’iniziativa e hanno fermato il mezzo prima che il piano venisse portato a termine. Nella perquisizione dell’auto hanno trovato e sequestrato circa 1,4 chili di hashish e un drone pronto al decollo.
Il sindacato Osapp ricorda che pochi giorni fa altre due persone erano state arrestate per il sequestro di 2 chili di droga all’interno dello stesso istituto. “Se i riscontri investigativi e i continui sequestri potevano far ipotizzare che la Casa Circondariale di Siracusa rischiasse di essere assimilata a una piazza di spaccio, con questa ennesima operazione condotta egregiamente dal personale quella che era una preoccupazione sindacale trova purtroppo oggettivo riscontro nei fatti”, afferma la Segreteria guidata da Giuseppe Argentino. “L’uso dei droni dimostra un livello di organizzazione criminale spregiudicato, che tenta continuamente di violare la sicurezza della struttura”.
Il sindacato ricorda che ha già consegnato agli organi competenti un dossier di circa 200 pagine sui turni di servizio tra febbraio e giugno 2026, con orari prolungati fino a 22 ore continuative. Tra le anomalie, riferisce, una singola unità sarebbe stata chiamata a svolgere tre notti consecutive a inizio mese, altre quattro a metà mese e dieci turni notturni in un mese, mentre un collega nello stesso periodo ne ha fatto soltanto uno.
“Non si può continuare a fare affidamento esclusivamente sul sacrificio del personale per arginare una criminalità sempre più spavalda e tecnologica”, conclude Argentino, che chiede all’Amministrazione di fare piena luce sul passato per accertare eventuali responsabilità gestionali e al Ministero della Giustizia l’invio di sistemi elettronici contro i droni a tutela del carcere.






