Siracusapress.it
PD

Rosolini, taglio da 10 mila euro sui fondi regionali per la democrazia partecipata. Soli: “Il Comune ha speso zero euro”

Siracusapress.it

condividi news

Dalla mancata attivazione degli strumenti di partecipazione civica alla bocciatura ministeriale dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato: il consigliere comunale del Pd punta il dito contro l’amministrazione Spadola

Due questioni amministrative, un’unica richiesta di chiarimenti all’amministrazione comunale. A Rosolini, il consigliere comunale del Partito democratico Davide Soli interviene sulla situazione finanziaria dell’Ente e sulla mancata attuazione delle procedure di democrazia partecipata, denunciando la perdita di risorse regionali per oltre 10 mila euro.

Al centro della dichiarazione diffusa il 6 novembre ci sono, in particolare, il parere non favorevole espresso dal Ministero dell’Interno, attraverso la Commissione per la Stabilità Finanziaria degli Enti Locali, sull’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato relativa agli anni 2019-2023 e il decreto del Dipartimento regionale delle Autonomie locali n. 578 del 23 ottobre 2026, con il quale la Regione Siciliana ha disposto il recupero delle somme nei confronti dei Comuni inadempienti rispetto agli obblighi sulla democrazia partecipata.

Tra questi, figura anche Rosolini. Secondo quanto riferito da Soli, al Comune è stata trattenuta una somma pari a 10.003,97 euro, nell’ambito della quarta trimestralità dei trasferimenti regionali, a causa del mancato utilizzo delle risorse destinate al coinvolgimento dei cittadini nelle scelte amministrative.
Il consigliere ricostruisce anche i numeri della vicenda: per il 2025, Rosolini avrebbe ricevuto dalla Regione un trasferimento complessivo di 528.114,35 euro, all’interno del quale 10.003,97 euro erano vincolati alle iniziative di democrazia partecipata. Una quota che, stando a quanto dichiarato dal rappresentante del Pd, non sarebbe stata utilizzata dall’amministrazione.

“L’amministrazione comunale Spadola è riuscita a spendere la bellezza di 0 euro”, afferma Soli, contestando l’assenza di iniziative rivolte alla partecipazione diretta dei cittadini. Una perdita che, secondo il consigliere, avrebbe privato la comunità della possibilità di scegliere e finanziare interventi concreti per il territorio. Tra gli esempi indicati, la realizzazione di un’area attrezzata per lo sgambamento dei cani, progetto che avrebbe potuto essere proposto e votato attraverso gli strumenti di partecipazione civica.
Soli respinge inoltre l’eventualità che il dissesto finanziario possa giustificare la mancata attivazione delle procedure: “Non parliamo di debiti ereditati, bensì di soldi pubblici che il Comune oggi non può più utilizzare”.

La vicenda si inserisce in un quadro amministrativo già segnato, secondo quanto riportato nella dichiarazione, dal parere ministeriale non favorevole sull’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato. Due circostanze che il consigliere Pd porta all’attenzione della città, chiedendo al sindaco Spadola di chiarire le ragioni della mancata attivazione della democrazia partecipata e di assumersi le proprie responsabilità politiche.
La richiesta è quella di maggiore trasparenza sulle scelte compiute e sulle risorse non utilizzate. “La democrazia partecipata non deve essere considerata un peso amministrativo, ma un’occasione per costruire insieme una città migliore”, conclude Soli.
Al centro della contestazione resta dunque una domanda: perché i cittadini di Rosolini non hanno avuto la possibilità di decidere come destinare le risorse loro riservate?

 

 

Primo Piano

ULTIMA ORA

CULTURA

EVENTI

invia segnalazioni