Aggiornato al 23/03/2021 - 08:46
termovalorizzatore siracusapress

Rifiuti, Cafeo (Iv): “Si a un termovalorizzatore nell’area industriale”

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Il problema dello smaltimento dei rifiuti non si risolve con l’ampliamento delle discariche ma con la costruzione di un moderno termovalorizzatore nella zona industriale.

Netta la posizione del deputato regionale di Italia viva, Gianni Cafeo, alla vigilia di una riunione indetta per oggi dall’assessorato all’Energia sull’emergenza legata alla saturazione della discarica San Giorgio di Lentini. Riunione che – a detta dell’esponente del partito di Renzi – potrebbe avere risvolti drammatici, a meno che non si attui un cambio di rotta nelle scelte del governo regionale.

“Il punto principale, in accordo con la volontà chiaramente espressa dal territorio, è che non è immaginabile un ulteriore ampliamento della discarica di Lentini San Giorgio – spiega Cafeo – anche perché, nel 2021 e con la raccolta differenziata ormai avviata in tutta l’isola, l’idea stessa di continuare come se nulla fosse il conferimento in discarica diventa obsoleta e anacronistica”.

Ed ecco la proposta del deputato regionale di Italia viva che è anche manifestazione di una posizione netta sull’argomento dello smaltimento dei rifiuti nella provincia di Siracusa e in Sicilia.

“L’incredibile sviluppo tecnologico, che ha permesso la costruzione di futuristici impianti termovalorizzatori in luoghi dall’avanzata cultura ambientalista come la Danimarca, potrebbe finalmente trovare anche in Sicilia terreno fertile – afferma Cafeo – con la costruzione di un moderno impianto nell’area industriale e al contempo il potenziamento delle strutture destinate al riutilizzo dei materiali, attuando finalmente quell’idea di economia circolare indispensabile per immaginare un futuro davvero sostenibile”.

Una soluzione che certamente non risolverebbe l’attuale situazione di emergenza e per questo Cafeo chiama ancora una volta alle proprie responsabilità la giunta Musumeci: “Nel frattempo, toccherebbe ovviamente alla Regione sobbarcarsi le spese aggiuntive dovute al trasporto straordinario per il conferimento dei rifiuti e non certo ai già magri bilanci dei comuni, anche per compensare l’immobilismo e l’ignavia che negli anni ha portato a questa drammatica situazione di stallo”.

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