Mal’Aria di città 2022 di Legambiente: anche a Siracusa inquinamento oltre i limiti

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Il dossier di Legambiente mostra uno scenario allarmante in tutto il Paese. La nostra città non è tra le più inquinate, ma i livelli di inquinamento dell’aria sono fuori norma

Lo scorso anno è stato molto importante nella lotta all’inquinamento atmosferico. La pubblicazione, nel novembre 2021, delle nuove linee guida dell’OMS, che riduce ulteriormente i valori limite delle concentrazioni dei principali inquinanti atmosferici, segna una svolta per tutti i Paesi. La direttiva europea sulla qualità dell’aria è in fase di revisione in senso sempre più restrittivo, e questo porterà a rendere obbligatori, anche su un piano normativo, e vincolante per gli Stati membri, quei limiti che oggi appaiano troppo stringenti e impossibili da raggiungere.

L’Italia, peraltro, è già stata condannata dalla Corte europea di giustizia (causa 644/18) relativamente alla procedura di infrazione sulle polveri sottili (PM10) registrate nel nostro Paese dal 2008 al 2018. D’altra parte, il dossier Mal’aria di città 2022 mostra un quadro molto preoccupante, non solo per le conseguenze ambientali ma anche per quelle sulla salute dei cittadini. Nonostante, infatti, negli ultimi dieci anni si sia registrato un netto miglioramento della qualità dell’aria in Europa, compresa l’Italia, nelle ultime valutazioni annuali effettuate dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) – come sottolinea il dossier di Legambiente – è emerso come l’esposizione al particolato fine causi circa 400mila morti premature all’anno nei 41 Paesi europei, di cui circa 50 mila solo in Italia.

A tal proposito, va sottolineato che non esiste una soglia minima dell’esposizione alle polveri sottili per gli effetti negativi sulla salute, quindi, in buona sostanza, diminuire le concentrazioni è un beneficio per la salute, indipendentemente dai valori di concentrazioni da cui si parte.

Nel report sono stati analizzati i dati del 2021 provenienti da 238 centraline per il monitoraggio dell’aria di 102 città capoluogo di provincia. Le centraline servono per rilevare le concentrazioni dei principali inquinanti monitorati dalle autorità competenti. “Tra i dati a disposizione – si legge nel dossier – si è scelto di utilizzare quelli relativi ai tre principali inquinanti delle aree urbane che sono: le polveri sottili (PM10 e PM2.5) e il biossido di azoto (NO2).

Relativamente al PM10, ben “56 centraline distribuite in 31 città (il 24%) hanno superato per più di 35 giorni la media giornaliera di 50 microgrammi per metro cubo (µg/mc), cioè il limite previsto dalla normativa. Una sola invece ha superato il limite per quel che riguarda il PM2.5, mentre 13 sono quelle ampiamente fuori dai limiti imposti dalla normativa per quel che concerne il biossido di azoto.

I dati riguardanti Siracusa sono anch’essi sopra i limiti suggeriti dall’OMS. Relativamente alla concentrazione media annuale di polveri sottili (PM10 e PM2.5) e di biossido di azoto (NO2), la nostra città presenta i seguenti valori: 21 µg/mc di PM10, 9 µg/mc di PM2.5, 15 µg/mc di NO2. Rispetto a quanto disposto dall’OMS, dunque, sarebbe necessaria una riduzione dei valori rispettivamente del 27%, 43% e 31%. Andando nel dettaglio, per il PM10, rispetto al limite stabilito dall’OMS di 15 µg/mc, Siracusa ha registrato una media annuale di 20 µg/mc; per il PM2.5, rispetto al limite di 5 µg/mc, ha registrato una media di circa 8 µg/mc; per l’NO2, rispetto al limite di 10 µg/mc, nella nostra città si è raggiunta una media di circa 14 µg/mc.

Siamo, dunque, fuori dai limiti, in una città nella quale, più che il riscaldamento domestico, sono il traffico e le emissioni della vicina area industriale a produrre gli effetti più dannosi. Se è vero che il pessimo stato del trasporto pubblico, la debolezza del sistema di mobilità sostenibile e di sharing mobility sono un problema sul quale bisogna accelerare con soluzioni e progetti concreti, il tema principale in questa città rimane l’impatto di un’industria rispetto alla quale mancano totalmente impegno e visione verso una necessaria e non più rinviabile riconversione. Per il bene dell’ambiente e per la tutela della salute dei cittadini.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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