Aggiornato al 21/11/2020 - 23:45

L’inizio del processo di Norimberga

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Ha inizio il 20 novembre 1945 il processo più famoso del 900′ che consegnerà alla storia la memoria dei crimini razzisti e dell’Olocausto.

La copertura mediatica non aveva precedenti. L’attenzione dal mondo intero obbligò i progettisti dei  lavori di ristrutturazione del Palazzo di Giustizia di Norimberga di prevedere e realizzare in fretta  sia un’area per il pubblico sia una sala stampa. Di fondamentale importanza fu anche l’aggiunta delle strumentazioni per le traduzioni simultanee, che contribuirono ad ampliare esponenzialmente il pubblico del processo. Più di 400 spettatori assistettero alle udienze ogni giorno per un anno, insieme a corrispondenti provenienti da 23 diversi paesi per un totale di 325 tra giornali, radio e agenzie di stampa.

Diciannove gruppi di indagine consultarono  i registri, intervistarono i testimoni e fecero sopralluoghi sui luoghi delle atrocità per mettere insieme le accuse. Tremila tonnellate di carta contenenti documenti e registri, ma non solo. Le riprese realizzate dalla stessa Germania nazista furono usate come prove dei crimini compiuti. I nazisti infatti utilizzavano, fotografi e cineoperatori, per registrare le atrocità. Questo materiale diventerà in futuro una base storica per molti, studiosi e giornalisti ma senza dubbio resterà la memoria storica dell’Olocausto. Una mole immensa ma solo una parte di ciò che fu recuperato. Molto infatti fu distrutto durante la disfatta e fatto scomparire o bruciare per tempo.

I capi d’imputazione erano quattro:

      • Cospirazione,
      • Crimini contro la pace,
      • Crimini di guerra,
      • Crimini contro l’umanità

Il processo di Norimberga non vide però imputati : Hitler, Goebbels e Heinrich Himmler, capo supremo delle SS, si erano suicidati; Martin Bormann fu ugualmente imputato dei capi d’accusa 1, 3 e 4 e, più tardi, condannato alla pena capitale in contumacia. Adolf Eichmann, uno dei responsabili della “Soluzione finale“, sarà arrestato in Argentina e giustiziato in Israele nel 1962. Un altro incriminato fu Robert Ley: capo del Fronte del lavoro nazista, s’impiccò in cella prima dell’inizio del processo, il 25 ottobre.

 

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