Aggiornato al 28/03/2026 - 09:09
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Demanio marittimo, Natura Sicula diffida enti pubblici: “Illegittime le concessioni ad Arenella e Fontane Bianche”

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Dopo le recenti pronunce giudiziarie, l’associazione chiede la revoca delle concessioni in proroga e la revisione del PUDM di Siracusa alla luce dei cambiamenti della costa

La questione del demanio marittimo torna al centro del dibattito dopo l’invio di una formale diffida da parte dell’associazione Natura Sicula agli enti competenti. L’atto è stato trasmesso via PEC all’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, al Comune di Siracusa, alla Prefettura e alla Capitaneria di Porto.

Al centro della contestazione vi è l’asserita illegittimità delle concessioni balneari in regime di proroga e la richiesta di un immediato azzeramento del Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo (PUDM) del Comune di Siracusa.

L’iniziativa si inserisce nel solco di recenti pronunciamenti giuridici. In particolare, viene richiamata l’ordinanza del TAR Palermo del 25 marzo scorso relativa al caso Mondello della società Italo Belga, oltre alla sentenza della Cassazione Penale n. 3657/2026. Secondo quanto riportato, tali decisioni sancirebbero il principio per cui le proroghe generalizzate delle concessioni sarebbero da considerarsi giuridicamente inesistenti.

Nel documento inviato agli enti si evidenzia come “ogni titolo non derivante da gara pubblica è scaduto il 31 dicembre 2024” e si sottolinea che la disapplicazione delle proroghe costituirebbe un obbligo derivante dal diritto europeo.

Secondo Natura Sicula, l’attuale PUDM adottato dal Comune di Siracusa con delibera 81/2025 si baserebbe su presupposti non più attuali. Tra gli elementi indicati, anche gli effetti del cosiddetto Ciclone Harry del gennaio 2026, che avrebbe modificato in maniera significativa la linea di costa, in particolare nelle aree di Arenella e Fontane Bianche.

Nel dettaglio, vengono segnalate spiagge ridotte a causa dell’erosione, con una perdita di decine di metri di arenile. Questo comporterebbe, secondo l’associazione, un’alterazione dei calcoli relativi alla percentuale di costa occupata dalle concessioni, con il rischio di non rispettare il limite di legge del 50% di spiaggia libera. Viene inoltre evidenziato un profilo di rischio legato alla vicinanza delle strutture balneari alla riva, alla luce dei danni causati dagli eventi meteorologici.

Nella diffida vengono avanzate richieste precise. Alla Regione viene chiesto di applicare anche a Siracusa il cosiddetto “modello Mondello”, avviando le revoche delle concessioni ritenute prive di titolo valido. Al Comune, invece, si chiede di restituire il PUDM al progettista per una revisione complessiva, basata sulla nuova configurazione della costa e orientata all’arretramento delle strutture e alla prevalenza della spiaggia libera.

La posizione espressa dall’associazione sottolinea la necessità di un adeguamento alle recenti indicazioni normative e giurisprudenziali, oltre che alle mutate condizioni ambientali del litorale.

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