Temperature oltre i 40 gradi e reti elettriche al collasso in Francia e Regno Unito. Il Ministro Schillaci convoca un tavolo tecnico d’urgenza: “Dobbiamo tutelare i più fragili”
Una straordinaria bolla di aria calda subtropicale sta spingendo le infrastrutture continentali oltre i limiti di resistenza, provocando blackout diffusi, la chiusura di migliaia di scuole, pesanti ritardi nei trasporti e, purtroppo, un crescente bilancio di vittime dirette e indirette.
Il fenomeno, alimentato da una gigantesca massa d’aria calda proveniente dall’Africa e schiacciata al suolo da potenti sistemi di alta pressione in quota, minaccia di estendersi rapidamente anche verso l’Europa orientale nei prossimi giorni.
Le proiezioni demografiche e i dati dei servizi meteorologici delineano un quadro di allarme rosso continentale:
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Oltre i 35 gradi: Almeno 94 milioni di persone sperimentano picchi superiori ai 35°C in queste ore, con la massima concentrazione in Francia e Spagna.
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Oltre i 30 gradi: Più di 350 milioni di cittadini (quasi i due terzi dell’intera popolazione dell’Unione Europea) si trovano a fare i conti con massime stabilmente sopra i 30°C.
Per gli esperti dell’Ipcc (il Gruppo climatico delle Nazioni Unite), eventi del genere sono ormai diventati «inevitabili» a causa di un riscaldamento globale che sta superando le stesse proiezioni scientifiche degli scorsi anni. Da qui l’appello dell’Oms per investimenti urgenti in sistemi sanitari resilienti.
La situazione più drammatica si registra in Francia, dove è stato infranto il record storico nazionale di temperatura massima media che resisteva dalla tragica estate del 2003: l’Indicatore Termico Nazionale ha toccato i 38,2°C.
L’impatto sul Paese è devastante:
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Allerta Rossa: Attiva in ben 58 dipartimenti su 96, a tutela di oltre metà della popolazione.
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Scuola e trasporti: Il Governo è stato costretto a rinviare gli esami di maturità per 10.000 candidati, mentre intere tratte ferroviarie sono state chiuse per il rischio di deformazione dei binari.
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Crisi energetica: Oltre 70.000 abitazioni sono rimaste al buio a causa di blackout elettrici indotti dal sovraccarico dei condizionatori. Alcune centrali nucleari lavorano a regime ridotto per non surriscaldare i fiumi e sono stati attivati i generatori d’emergenza per salvare le case di riposo.
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Vittime: Si contano già 42 morti per annegamento dal 18 giugno, causati da malori o imprudenze di chi cercava refrigerio in acqua.
In Regno Unito l’allerta rossa per il caldo estremo ha portato alla chiusura totale o parziale di oltre mille scuole tra l’Inghilterra e il Galles. In Svizzera, Ginevra ha raggiunto il picco storico di 36°C, mentre in Austria (Vienna compresa) i residenti sono stati invitati a non uscire di casa a causa di massime previste oltre i 40°C. Anche i grandi monumenti come il Louvre, la Torre Eiffel e l’Atomium di Bruxelles hanno dovuto ridurre gli orari di apertura per tutelare lavoratori e turisti.
In Italia: Schillaci convoca il tavolo tecnico al Ministero
In Italia la morsa del caldo tiene alta la guardia del Governo. Il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha annunciato la convocazione immediata di una riunione tecnica al ministero per monitorare l’evoluzione dell’ondata di calore e coordinare gli interventi d’emergenza.
«Abbiamo iniziato a emanare i bollettini sulle ondate di calore già dal 25 maggio con tre giorni di previsione. C’è grande attenzione. Abbiamo un decalogo con indicazioni chiare e dobbiamo tutelare soprattutto le persone più fragili, come gli anziani e i bambini».
Rispetto alla sicurezza dei lavoratori più esposti (come gli operai nei cantieri edili o nei campi), il Ministro ha specificato che la competenza primaria appartiene ai piani d’emergenza delle singole Regioni e ai ministeri competenti, pur ribadendo che la tutela della salute nei giorni di afa estrema resta la priorità assoluta di tutta la macchina dello Stato.







