Aggiornato al 05/08/2025 - 19:08
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Proteste

Nuovo impianto rifiuti ad Augusta, Sinistra Italiana-AVS: “Si revochi il decreto. Il C. Comunale si pronunci”

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Il partito si unisce alla protesta contro lo stoccaggio di rifiuti speciali e pericolosi nel porto. “Rischio inopportuno e presunte irregolarità nell’iter”. Chiesto un atto di indirizzo al Consiglio Comunale

“Basta dichiarazioni, chiediamo atti amministrativi”. Sinistra Italiana – AVS si unisce alla protesta contro la realizzazione di un’area di stoccaggio per rifiuti speciali e pericolosi nel porto di Augusta. La federazione provinciale e il coordinamento comunale del partito chiedono la revoca in autotutela del decreto regionale che autorizza la ditta Hub Cem Augusta e sollecitano un pronunciamento formale e netto da parte del Consiglio Comunale di Augusta.

“Rischio inopportuno, iter da chiarire”

Il partito concorda con le associazioni ambientaliste “sulla inopportunità e sul rischio che comporterebbe la collocazione di tale impianto”, data l’insufficiente distanza dal centro abitato, dalle Saline di Augusta e dalle altre merci movimentate in banchina.

Inoltre, si esprime forte preoccupazione e si chiede chiarezza su presunte irregolarità nell’iter autorizzativo, tra cui la mancanza di procedure di valutazione ambientale (VIA/VINCA) e l’assenza dei pareri di Soprintendenza, ASP, ARPA e dello stesso Comune di Augusta.

“Chiediamo un atto di indirizzo del Consiglio Comunale”

“Per tali motivazioni e per le generali criticità già presenti nel territorio (vedasi anche il recente caso Ecomac),” si legge nella nota, “si ritiene insostenibile la realizzazione di un tale impianto se si vuole veramente tutelare la salute dei cittadini e avviare una reale conversione ecologica”.

Sulla vicenda, SI-AVS ritiene “opportuno e doveroso” un pronunciamento chiaro del Consiglio Comunale di Augusta. “È finito il tempo delle dichiarazioni ad effetto, i cittadini di Augusta chiedono fatti e atti amministrativi concreti,” afferma il partito, invitando il Consiglio a impegnare l’Amministrazione, con un atto di indirizzo o una delibera, ad “assumere ogni iniziativa possibile per impedire la realizzazione” dell’impianto.

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