Aggiornato al 24/08/2025 - 11:28
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Siracusa, “Non Restare a Guardare”: 1.573 firme contro “privatizzazioni selvagge” delle spiagge

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Gambuzza (PCI) alla Prefettura: “Ombrelloni a un metro dalla battigia, staccionate che impediscono accesso”. Foto delle irregolarità

SIRACUSA – Continua la battaglia contro le “concessioni e privatizzazioni selvagge” delle spiagge siracusane. La petizione popolare “Non Restare a Guardare”, partita nei primi giorni di maggio, ha già raccolto 1.573 firme e punta al traguardo delle 2.000 adesioni.

L’iniziativa, che si fregia dell’hashtag #siracusacapitalesicilianaenazionaledellarivoltadeibagnanti, è consultabile e firmabile sul sito change.org, dove i promotori invitano tutti a sostenere la causa della libera fruizione delle spiagge pubbliche.

Vittorio Marco Gambuzza, membro del Comitato Provinciale e Regionale del Partito Comunista Italiano, ha inviato una dettagliata relazione integrativa alla Prefettura di Siracusa e all’Assessorato Territorio e Ambiente, denunciando “probabili irregolarità” nella gestione delle aree demaniali.

Le irregolarità riscontrate

Nella segnalazione relativa alla spiaggia dello Sbarcadero di Santa Lucia, Gambuzza contesta che “è tutto in regola”, elencando diverse violazioni riscontrate durante un sopralluogo del 30 luglio:

  1. Ombrelloni e lettini a meno di 5 metri dalla battigia (circa un metro), in violazione delle normative vigenti
  2. Staccionata che impedisce l’accesso alla battigia con porta non sempre aperta e semi-bloccata
  3. Terrapieno sulla battigia e pontile “interdetto” in area non compresa nella concessione
  4. Cordolo in cemento armato sulla battigia e sui massi del molo foraneo
  5. Barriera di circa 10 cabine sulla battigia e pontile “interdetto”
  6. Comportamento intimidatorio dei gestori con riprese video e foto insistenti

“Ogni via d’accesso sbarrata è una via di fuga preclusa e questo mina seriamente l’incolumità pubblica e privata del cittadino”, denuncia Gambuzza, evidenziando aspetti legati alla sicurezza.

“Tali evidenze contraddicono la relazione della Capitaneria e sollevano dubbi sulla oggettività dei controlli effettuati”, scrive il rappresentante del PCI, sottolineando che erano presenti due membri della Capitaneria durante il sopralluogo.

Sulla controversa discesa al mare in Via Riviera Dionisio il Grande, civico 76/A, Gambuzza conferma che “muro e cancello sono stati posizionati su area demaniale” e che “i lavori di ripristino sono completati da oltre un mese”, chiedendo la rimozione immediata delle chiusure.

La segnalazione si conclude con la richiesta che “non è più rimandabile un sopralluogo congiunto” per verificare direttamente le irregolarità denunciate, supportate da documentazione fotografica.

Una battaglia che prosegue tra esposti, petizioni e controlli, mentre cresce il movimento per la tutela delle spiagge pubbliche siracusane.

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