Aggiornato al 29/06/2026 - 13:21
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Spiagge siciliane spianate dalle ruspe: la diffida degli ambientalisti ai sindaci

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Cinque sigle firmano un documento urgente contro la pulizia meccanizzata selvaggia: “Trattori e bulldozer distruggono i nidi di Caretta caretta e le dune. Si privilegi la raccolta manuale”

Cinque tra le principali associazioni culturali e ambientali dell’isola — Italia Nostra Sicilia, LIPU Sicilia, Serapide APS, Articolo 9 e il Comitato “Non Sono Indifferente” — hanno inviato un documento di diffida e indirizzo a tutti i sindaci dei Comuni costieri siciliani. Al centro della contestazione vi sono le modalità operative con cui sono state avviate le campagne di pulizia degli arenili e mezzi cingolati pesanti, il cui impiego rischia di provocare danni irreversibili ai già fragili ecosistemi del litorale.

Nonostante i divieti e le linee guida regionali, continuano infatti a pervenire segnalazioni circa l’uso indiscriminato di ruspe, trattori e bulldozer cingolati per il livellamento della sabbia in vista della stagione balneare. Le associazioni ricordano che queste pratiche meccanizzate calpestano i principi sanciti dall’articolo 9 della Costituzione italiana e violano le Direttive comunitarie “Habitat” e “Uccelli”, oltre ai recenti decreti emanati dall’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente.

L’impiego di macchinari pesanti produce un costipamento della sabbia che altera la morfologia naturale delle spiagge e distrugge la vegetazione psammofila, essenziale per bloccare l’erosione costiera. Il pericolo più grande riguarda però le specie protette che scelgono le coste siciliane per riprodursi nel periodo estivo.

«La pulizia meccanizzata degli arenili può cancellare le tracce lasciate dalle femmine di tartaruga marina Caretta caretta, compromettendo il monitoraggio e provocando direttamente la distruzione dei nidi. Analoghi effetti distruttivi si producono sulle uova del Fratino, un volatile fortemente minacciato dal disturbo antropico».

Le associazioni sottolineano che nelle aree appartenenti alla Rete Natura 2000 (ZSC e ZPS), qualsiasi alterazione della linea di costa deve essere preventivamente sottoposta alla procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA). Viene inoltre richiamata la corretta gestione dei depositi naturali di Posidonia oceanica spiaggiata: secondo la circolare regionale del 2 aprile 2026, questi cumuli proteggono le spiagge dalle mareggiate e non possono essere assimilati a rifiuti né rimossi arbitrariamente.

Il decalogo per i Comuni: stop ai cingolati e via alla pulizia manuale

Per coniugare la fruibilità turistica delle spiagge con la conservazione del patrimonio naturale, i firmatari della nota Nella Tranchina (Italia Nostra), Antonino Provenza (LIPU), Fabio Granata (Articolo 9), Daniel Carnabuci (Serapide APS) e Giuseppina Mammola (Comitato “Non sono indifferente”) hanno formulato una serie di richieste vincolanti ai primi cittadini, informando per conoscenza anche il Corpo Forestale, i Carabinieri e la Guardia Costiera:

  • Esclusione dei mezzi pesanti: impartire direttive immediate agli uffici e alle ditte appaltatrici per bandire i mezzi cingolati;

  • Capitolati d’appalto “verdi”: inserire nei contratti di servizio e nei bandi di gara specifiche sanzioni e il divieto assoluto di sbancamento o livellamento delle dune;

  • Pulizia manuale: privilegiare il lavoro manuale di operatori ecologici o, dove consentito, l’uso di piccoli pulisci-spiaggia leggeri e gommati;

  • Tutela biologica: istituire un coordinamento con i volontari per mappare i nidi e sospendere i passaggi meccanici durante i periodi di schiusa delle uova;

  • Controlli e sospensioni: intensificare la vigilanza della Polizia Locale e disporre l’immediata sospensione dei cantieri qualora si riscontrassero modalità operative non conformi alla legge.

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