Il segretario Antonio Galioto: “Le false aspettative generate dallo sviluppo sociale ed economico della provincia di Siracusa si sono presto esaurite, lasciando sgomento e preoccupazione”
In occasione della Festa dei Lavoratori, la riflessione dell’UGL provinciale di Siracusa si fa dura e pragmatica. “A cosa serve la festa del I Maggio ‘Per un’Italia che governa il cambiamento’ se questo cambiamento, di fatto, non c’è?”.
È questo l’interrogativo da cui parte l’analisi del sindacato, che punta il dito contro un sistema liberista ritenuto ormai superato e colpevole di aver accentuato le disuguaglianze sociali negli ultimi decenni. Secondo l’UGL, dalla crisi economica e occupazionale si può uscire soltanto trovando un nuovo equilibrio che garantisca rapporti generazionali e sociali più equi e solidali.
Il sindacato evidenzia come il sistema economico produttivo e distributivo, unito all’accesso ai servizi pubblici, necessiti di nuove regole. L’obiettivo deve essere quello di garantire a tutti i cittadini – e non solo alle fasce già protette – certezze concrete per il futuro.
Le recenti crisi, dalla pandemia di Covid-19 ai conflitti bellici internazionali in corso, hanno messo a nudo una fragilità strutturale, ma soprattutto hanno evidenziato “l’assenza di volontà politica nel risolvere problemi oggettivamente complessi”. L’UGL ribadisce che solo attraverso una presa di coscienza condivisa da parte di chi governa si potranno trovare le soluzioni adeguate a queste sfide epocali.
A declinare queste macro-problematiche sul territorio siracusano è il segretario provinciale dell’UGL, Antonio Galioto.
Il segretario pone l’accento sull’aumento vertiginoso dei costi (carburanti, gas ed elettricità) che ha duramente colpito tutti i settori trainanti dell’economia locale, dall’agricoltura alle costruzioni, fino all’intero polo industriale.
Un focus particolare è dedicato al dramma dell’emigrazione giovanile, descritto come un fenomeno complesso spinto da una profonda crisi economico-sociale e istituzionale. “La mancanza di opportunità lavorative stabili e le disuguaglianze strutturali costringono molti giovani a cercare un futuro migliore all’estero”, spiega Galioto, evidenziando alcune criticità sistemiche che ricordano le difficoltà di aree globali svantaggiate:
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Crisi economica: Il rallentamento dell’economia ha riacceso il problema della povertà.
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Struttura produttiva debole: Un’economia che fatica a creare valore aggiunto e posti di lavoro di qualità, rischiando una progressiva deindustrializzazione.
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Scarsa occupazione dignitosa: La difficoltà dei giovani nel trovare impieghi con contratti regolari e salari adeguati al costo della vita.
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La perdita di talenti: La cosiddetta “fuga di cervelli” sottrae quotidianamente risorse preziose e qualificate allo sviluppo locale.
L’analisi di Galioto tocca poi il cuore dell’economia siracusana: l’area di crisi industriale complessa. “Le false aspettative generate dallo sviluppo sociale ed economico della provincia di Siracusa si sono presto esaurite, lasciando sgomento e preoccupazione”, afferma il sindacalista.
L’UGL denuncia una crisi del modello del polo industriale, resa più grave dall’assenza di risposte concrete sul futuro della produzione. In un contesto globale segnato da cambiamenti improvvisi, i poli industriali si scoprono vulnerabili di fronte alle crisi di mercato.
La via d’uscita indicata dal sindacato è la riconversione energetica. “È ora necessario pensare a uno sviluppo più articolato e sostenibile – prosegue Galioto –. La Regione Siciliana, attraverso il Piano Energetico Ambientale al 2030, punta a un nuovo approccio in linea con le energie verdi. Questa riconversione è imprescindibile anche per la tutela stessa dell’industria e dell’ambiente”.
In prospettiva futura, il tema della riqualificazione delle aree industriali destinate alla dismissione diventerà centrale. L’UGL auspica un approccio globale che guardi al territorio come a un sistema complesso, favorendo, ad esempio, lo sviluppo di filiere legate alla produzione, trasporto e accumulo dell’idrogeno, investendo su ricerca, tecnologie e infrastrutture innovative.
Inoltre, la vulnerabilità dell’approvvigionamento energetico rende urgente l’implementazione delle “autostrade energetiche del mare”, una prospettiva che potrebbe aprire nuove opportunità per la Sicilia. “È evidente che lo sviluppo della nostra area richiede una visione esterna, oltre la semplice difesa dell’esistente – conclude l’UGL – coinvolgendo soggetti locali, nazionali e sovranazionali, integrando le risorse attraverso interconnessioni materiali e informatiche”.











