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VISION 2030

A Noto premiati i film che raccontano guerra, infanzia e marginalità

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Miglior film d’esordio a How Kids Roll – I bambini di Gaza di Loris Lai, miglior documentario a San Damiano e miglior cortometraggio a In Gaza Pietas. Oltre mille presenze nei cinque giorni del festival

È il cinema che racconta le ferite del presente, dall’infanzia nei territori di guerra alla solitudine degli ultimi, a conquistare la quinta edizione di Vision 2030, il Festival del Cinema Sostenibile che si è concluso a Noto con la cerimonia di premiazione al Teatro Tina di Lorenzo. Tre i riconoscimenti principali: How Kids Roll – I bambini di Gaza di Loris Lai ha vinto come miglior film d’esordio, San Damiano di Gregorio Sassoli e Alejandro Cifuentes si è aggiudicato il premio per il miglior documentario, mentre In Gaza Pietas di Diego Monfredini è stato premiato come miglior cortometraggio.

Il riconoscimento per il miglior film d’esordio è andato a How Kids Roll – I bambini di Gaza, che affronta il tema del conflitto attraverso lo sguardo dei più giovani. La storia segue Mahmud, un undicenne palestinese appassionato di surf, la cui vita cambia quando incontra Dan, un ex campione che lo aiuta a coltivare il proprio sogno. Un racconto che mette al centro l’amicizia e la possibilità di superare le divisioni. La giuria ha premiato la capacità dell’opera di «superare confini geografici, culturali e politici», riconoscendo nel film un messaggio universale di speranza e incontro.

Per la sezione documentari, la giuria composta da Nando Irene, Beppe Manno e Marianna Moser ha scelto San Damiano, diretto da Gregorio Sassoli e Alejandro Cifuentes. Il documentario racconta la vita di Damian, arrivato dalla Polonia con pochi soldi e stabilitosi in una torre delle Mura aureliane, nei pressi della stazione Termini. La sua ricerca di amore e appartenenza si intreccia con le difficoltà della marginalità. Nella motivazione, la giuria ha sottolineato la capacità del film di raccontare «la marginalità con uno sguardo intimo e profondamente umano», restituendo dignità a una persona spesso invisibile agli occhi della società. Per l’opera è stata annunciata anche una menzione speciale a Core Preciato di Giulio Neglia.

Il premio per il miglior cortometraggio è stato assegnato a In Gaza Pietas di Diego Monfredini. Il film utilizza disegni reali di bambini palestinesi per raccontare la sofferenza e le speranze di un’infanzia segnata dalla guerra. La giuria, composta da Mohamed Hossameldin, Ester Pantano e Manuela Rima, ha valorizzato la forza espressiva di disegni, montaggio e musiche, capaci di raccontare quanto accade a Gaza senza ricorrere a una narrazione tradizionale.

Nel corso della serata sono stati consegnati anche gli altri riconoscimenti. I due Premi Panalight, che prevedono noleggi di attrezzature del valore di 4.000 euro, sono andati a Sunday di Giulio Tonincelli per il miglior cortometraggio e a San Damiano per il miglior documentario. Sunday ha conquistato anche il Premio Pop Corn Festival del Corto. Il Premio Cambiare è stato assegnato a Io non sono nessuno di Geraldine Ottier, mentre il Premio Visioni di Smile Vision è andato a Squali di Daniele Barbiero. Il Moscerine Film Festival ha premiato Pesciolino Rosso di Gisella Gobbi. Per la prima volta hanno partecipato anche due giurie scolastiche siciliane: il Premio scuola Musco è stato assegnato a Fango di Raffaele Patti, quello della scuola Melodia a Le cose che (non) si vedono di Angelo Bottone.

A condurre la cerimonia conclusiva è stata Giorgia Fiori. Presenti il sindaco di Noto, Corrado Figura, Cateno Piazza, presidente del Coordinamento dei Festival Cinematografici Siciliani, e Nando Irene, attore e direttore del Matera Film Festival.

La quinta edizione si chiude con oltre 1.000 presenze agli eventi, tra cui circa 600 studenti delle scuole medie e superiori, e più di 100.000 visualizzazioni sui canali social della manifestazione. Numeri che confermano il coinvolgimento del pubblico e delle nuove generazioni in un percorso culturale che intreccia cinema, sostenibilità e attualità.

Diretto da Giulia Morello e prodotto da Giovanni Stella per Smile Vision, in partnership con Dire Fare Cambiare, Vision 2030 propone documentari, cortometraggi e opere prime che affrontano le grandi questioni del nostro tempo: dalle emergenze ambientali alle disuguaglianze sociali, fino alle conseguenze dei conflitti sulle popolazioni civili. Un progetto che si richiama agli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e punta a fare del cinema uno strumento di conoscenza, dialogo e cambiamento.

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