L’Ad Giovanni Musso apre il tavolo strategico: “L’Isola ha le carte in regola per diventare un hub nel Mediterraneo per la transizione green”
Palazzo Borgia del Casale, gioiello barocco affacciato su Piazza Duomo nel cuore di Ortigia e di proprietà del Gruppo IREM, ha ospitato il Tavolo territoriale di discussione con le imprese “Act Tank Sicilia 2026”, promosso da The European House – Ambrosetti e TEHA Group.
L’appuntamento, moderato da Maurizio Andronico (Area Leader Sicilia di TEHA Group), ha riunito i principali rappresentanti del tessuto imprenditoriale siciliano – tra cui il presidente di Confindustria Siracusa, Gian Piero Reale, e l’avvocato Gioacchino Amato per la Baps – per un confronto sull’estratto preliminare del Rapporto strategico regionale. All’incontro ha presenziato anche il Cavaliere Sebastiano “Nello” Messina, Presidente e Co-fondatore di IREM S.p.A. insieme all’ingegnere Mario Saraceno.
Ad aprire i lavori è stato l’Amministratore Delegato di IREM, Giovanni Musso:
“La Sicilia è da tempo terra di luce e vento, ma oggi quelle risorse naturali stanno assumendo un valore strategico, concreto — ha esordito Musso —. L’isola ha le carte in regola per diventare un hub strategico nel Mediterraneo per la transizione energetica, posizionandosi come fulcro tra Europa e Nord Africa.”
Nel suo intervento, l’Ad ha tracciato il percorso internazionale di IREM, oggi impegnata nella transizione verde cantiere per cantiere: dalla costruzione di un’acciaieria verde in Svezia con H2 Green Steel (per ridurre le emissioni di CO2 fino al 95%), fino a un impianto di recupero di anidride carbonica da biomassa vicino Stoccolma da oltre 100 milioni di euro, passando per la Germania con un impianto ad idrogeno verde.
Musso ha poi focalizzato l’attenzione sul territorio siracusano, presentando il progetto H2-SR, la hydrogen valley che IREM sta sviluppando attraverso la controllata Res Integra nella zona industriale di Priolo Gargallo:
“Una volta ricevute le autorizzazioni, avvieremo la costruzione di un impianto per la produzione di circa 170 tonnellate annue di idrogeno rinnovabile, alimentato da un impianto fotovoltaico dedicato da 5 MW. Il progetto è interamente finanziato con fondi PNRR e rappresenta un modello replicabile su scala più ampia in tutta la Sicilia.”
In chiave geopolitica, è stato richiamato il SouthH2 Corridor, l’intesa internazionale siglata all’inizio del 2025 tra Italia, Tunisia, Germania, Austria e Algeria per il nuovo Corridoio Meridionale dell’Idrogeno: un’infrastruttura di oltre 3.300 chilometri che passerà proprio dalla Sicilia, consolidandone il ruolo di snodo continentale.
“Per la prima volta esiste un confronto strutturato e continuo tra imprese e politica — ha concluso Musso —. Puntando con continuità sulla formazione e sulla valorizzazione del capitale umano, la Sicilia può definitivamente conquistare un ruolo di primo piano nel contesto economico nazionale e internazionale.”







