Musicista, attore e pioniere delle TV locali, si è spento all’età di 88 anni. Con lui scompare il volto istrionico del folk-cabaret siciliano
Con la scomparsa di Enzo Annino, Siracusa perde molto più di un artista: perde un pezzo della sua anima più autentica, irriverente e colta. Leader, cantante e batterista dei mitici Mammasantissima, Annino è stato l’antesignano di un genere unico, il folk-cabaret, capace di trasformare la tradizione siciliana in un travolgente spettacolo di swing e satira. Nato a Ortigia nel 1938, Enzo ha attraversato quasi un secolo di storia cittadina con l’eleganza sorniona di chi sa che la risata è la forma più alta di intelligenza.
Insieme a compagni d’avventura indimenticabili come Aldo Zannelli, Mario Ferrara, Turuzzo Filippino e i fratelli Bianca, Enzo Annino ha creato un sodalizio che per oltre vent’anni ha dominato i palcoscenici, le navi da crociera e l’etere locale.
I Mammasantissima non erano solo musicisti, ma “attori del quotidiano”. Attingendo dallo stile del Quartetto Cetra e di Carosone, hanno dissacrato la tradizione popolare a ritmo di jazz: iconico il caso di “I beddi peri”, trasformata in un giallo musicale che mescolava tango e Carosello.
Nonostante le numerose proposte per calcare palcoscenici nazionali, Annino scelse sempre la sua città. Si definiva, insieme ai suoi, un “artista di scoglio”, legato a quel cordone ombelicale fatto di pietre bianche e mare che solo Siracusa sa offrire.
Oltre al palco, Enzo è stato un pilastro della comunicazione locale: direttore artistico di storiche emittenti come Video Siracusa, Radio Regione e Video Regione, ha contribuito a inventare un modo nuovo di raccontare il territorio, fatto di vicinanza e amore per le proprie radici.
Oggi, a ricordare quell’epopea goliardica, resta solo Enzo Bongiovanni, ultimo testimone di una formazione che arrivò a fare cento concerti l’anno.







