Aggiornato al 22/06/2026 - 11:36
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Anziana raggirata in casa con la truffa del finto finanziere a Rosolini: arrestati padre e figlio

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La vittima di 79 anni convinta a consegnare risparmi e monili in oro. L’Arma lancia l’appello: “In caso di dubbio chiamate subito il 112 senza alcun imbarazzo”

Una squallida vicenda di sciacallaggio ai danni della terza età è stata sventata in tempo record grazie al tempestivo intervento dei militari dell’Arma. I Carabinieri della Stazione di Rosolini hanno tratto in arresto in flagranza di reato due trasfertisti catanesi, rispettivamente padre di 75 anni e figlio di 36 anni, accusati di truffa aggravata in concorso.

I due malviventi, che agivano supportati da un terzo complice in fase di identificazione da parte degli specialisti dell’Arma, avevano pianificato il colpo nei minimi dettagli.

La banda ha agganciato telefonicamente la vittima, una donna di 79 anni residente a Rosolini, mettendo in scena una complessa messinscena burocratica per spaventarla.

Al telefono con l’anziana, i truffatori si sono presentati come sedicenti ufficiali delle fiamme gialle.

Le tappe del raggiro messe in atto dal sedicente finto finanziere a Rosolini:

  • La telefonata esca: i complici informano la donna che i suoi dati anagrafici sono stati clonati per noleggiare auto usate in sanguinose rapine;

  • L’ispezione farlocca: la convincono della necessità di radunare tutto il denaro contante e i gioielli custoditi in casa per sottoporli a una finta perizia tecnica;

  • La riscossione: dopo pochi minuti il trentaseienne bussa alla porta dell’abitazione con modi autorevoli, facendosi consegnare 550 euro in contanti e svariati monili d’oro.

La fortuna dei truffatori si è esaurita nel momento esatto in cui hanno varcato la soglia per guadagnare la fuga. I Carabinieri della Stazione locale, impegnati in un servizio perlustrativo di controllo del territorio nell’ambito dei piani di contrasto ai reati predatori ordinati dal Comando Provinciale, hanno intercettato i movimenti sospetti.

La pattuglia ha bloccato il giovane con la refurtiva ancora tra le mani, stringendo le manette anche ai polsi del padre settantacinquenne, che lo attendeva pazientemente a bordo di una vettura poco distante con il motore acceso.

Tutti i gioielli e il denaro sottratti sono stati interamente recuperati e riconsegnati con massima sollievo alla legittima proprietaria.

Il fenomeno delle frodi ai danni delle fasce deboli della popolazione rimane una piaga sociale particolarmente diffusa, insidiosa e dai risvolti subdoli.

I Carabinieri ricordano che nessuna forza di polizia si presenta a domicilio per visionare o sequestrare contanti, oro o beni di valore.

«Le nostre campagne di informazione per la prevenzione negli agglomerati urbani sono costanti – evidenziano i militari dell’Arma –. Raccomandiamo tassativamente di non consentire a sconosciuti di varcare la soglia di casa e di non consegnare denaro ad alcuno per nessun motivo. Anche in presenza del minimo dubbio, l’invito è di contattare immediatamente e senza alcun tipo di pudore o imbarazzo il numero unico di emergenza 112 per richiedere un controllo tempestivo delle nostre pattuglie».

Dopo le formalità di rito presso gli uffici della caserma siracusana, i due arrestati sono stati posti a disposizione del magistrato di turno in attesa del rito direttissimo.

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