Aggiornato al 14/03/2026 - 10:21
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L'inchiesta

Appalti sanità: il Riesame punta il dito su Saverio Romano, ma il deputato passa al contrattacco legale

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I giudici di Palermo inquadrano l’intervento del parlamentare come “traffico di influenze”. Immediata la replica del coordinatore di Noi Moderati: “Fatti già smentiti dal Gip a dicembre, i miei legali agiranno contro il Tribunale”

Si riaccendono i riflettori sull’articolata inchiesta che ha travolto la sanità siciliana e, in particolare, l’assegnazione dei servizi per l’Asp di Siracusa. Nelle ultime ore si è consumato un duro scontro a distanza tra il Tribunale del Riesame di Palermo e l’onorevole Saverio Romano, deputato e coordinatore di Noi Moderati.

Al centro del delicato dibattito giudiziario c’è l’appalto per il servizio di ausiliariato bandito dall’Azienda Sanitaria Provinciale siracusana, aggiudicato alla società Dussmann srl e successivamente finito sotto la lente d’ingrandimento dei pubblici ministeri.

Secondo quanto emerso nelle ultime ore, il Tribunale del Riesame, accogliendo un ricorso della Procura, ha disposto la misura del divieto temporaneo di esercitare l’attività d’impresa per l’imprenditore Sergio Mazzola. Nel redigere il provvedimento, i giudici hanno ricostruito e ribadito il presunto ruolo di mediazione svolto dal deputato Saverio Romano.

L’accusa originaria di corruzione è stata formalmente riqualificata dal Gip in traffico di influenze. L’ipotesi dei magistrati si inserisce nel filone d’indagine più ampio (esploso lo scorso novembre) che coinvolge, tra gli altri, l’ex governatore Totò Cuffaro e il manager dell’Asp di Siracusa, Alessandro Caltagirone.

Secondo l’impianto accusatorio del Riesame, la presunta rete di relazioni avrebbe funzionato in questo modo:

  • Il direttore generale dell’Asp siracusana, la cui nomina sarebbe stata sponsorizzata da Cuffaro, avrebbe favorito l’aggiudicazione della gara alla società Dussmann.

  • In cambio di questo favore, sarebbero stati garantiti miglioramenti contrattuali per due dipendenti segnalati, la promessa di subappalti ad aziende “amiche” e un incremento di lavori a favore della Euroservice Srl di Sergio Mazzola.

  • I rappresentanti della Dussmann si sarebbero mossi contemporaneamente su due fronti per agganciare Caltagirone, beneficiando della doppia mediazione di Cuffaro e di Romano (quest’ultimo ritenuto legato personalmente al direttore generale).

I giudici del Riesame citano inoltre due incontri specifici (uno svoltosi a casa di Romano e l’altro a Montecitorio) in cui si sarebbe discusso dell’appalto, definendo “inequivocabile” l’intervento del parlamentare per aiutare l’amico imprenditore a “portare a casa la cosa”.

La risposta di Saverio Romano non si è fatta attendere ed è arrivata con toni decisamente fermi, annunciando un’immediata mobilitazione dei propri legali contro il provvedimento. Il deputato contesta radicalmente il metodo procedurale adottato dal Riesame.

«Il Tribunale del Riesame, pronunciandosi sulla posizione di un altro indagato, ha ricostruito analiticamente la mia posizione su fatti già sottoposti al Gip – ha dichiarato Romano in una nota ufficiale –. Il Gip, con ordinanza del 2 dicembre 2025, ha escluso la gravità indiziaria per tutti i reati contestati e ipotizzabili, incluso il traffico di influenze illecite. Quella decisione non è stata impugnata dalla Procura ed è diventata definitiva».

Il coordinatore di Noi Moderati sottolinea la gravità di essere stato tirato in ballo in un procedimento in cui non era direttamente coinvolto come parte attiva, vedendosi così negato il diritto di replica. «Tutto ciò è avvenuto in un procedimento nel quale non ero parte, non sono stato notificato e non ho potuto esercitare alcun contraddittorio – incalza Romano –. La mia posizione processuale è coperta da giudicato cautelare. Nessuna valutazione incidentale resa in un procedimento al quale non ho partecipato può modificarla».

Per difendere la propria posizione, Romano ha concluso annunciando di aver già attivato i propri difensori per intraprendere tutte le iniziative necessarie a tutela del diritto di difesa, del principio del contraddittorio e della certezza del diritto.

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