Il sindacato esprime preoccupazione per la nuova gara triennale da circa 7,3 milioni di euro, sostiene che la clausola sociale non assicura il riassorbimento di tutto il personale e chiede al Comune di rendere pubblici gli atti sulle precedenti proroghe e di aprire subito un confronto
La Fiom di Siracusa esprime forte preoccupazione per le condizioni previste dalla nuova gara triennale per il servizio di supporto alla gestione delle entrate del Comune, con un valore a base d’asta di circa 7,3 milioni di euro. Il sindacato chiede all’amministrazione di chiarire le condizioni dell’appalto e di rendere pubblici gli atti relativi alle proroghe precedenti.
“Gli appalti pubblici devono garantire occupazione, diritti e legalità. Il Comune chiarisca le condizioni della nuova gara e renda pubblici gli atti relativi alle precedenti proroghe”, dichiara la Fiom.
Al centro della questione c’è il futuro dei 35 lavoratori attualmente impiegati nel servizio. Secondo il sindacato, la clausola sociale, pur prevista nel disciplinare di gara, non assicura il loro integrale riassorbimento: l’impresa che subentrerà potrebbe infatti prevedere assunzioni parziali, riduzioni dell’orario o trasferimenti su altri appalti, subordinando la continuità occupazionale alle proprie esigenze organizzative. “Una clausola sociale che non garantisce concretamente la continuità occupazionale rischia di perdere la propria funzione. Non è accettabile che il cambio di appalto si traduca in perdita di posti di lavoro, riduzione dei salari o peggioramento delle condizioni contrattuali”.
Ulteriori interrogativi nascono dal costo della manodopera indicato nella gara, pari a circa 3,54 milioni di euro nel triennio, che risulta superiore a quello riferito al personale uscente. Una differenza che, osserva la Fiom, richiede approfondimenti tecnici ma rende necessario chiarire le ragioni di un’eventuale riduzione degli organici.
Il sindacato solleva anche una questione di legalità e trasparenza nella gestione degli appalti comunali. Ritiene necessario ricostruire la successione degli affidamenti del servizio e verificare le proroghe intervenute negli anni, con le relative motivazioni, la durata e gli atti amministrativi che le hanno autorizzate. “Le proroghe devono rappresentare uno strumento eccezionale, nei limiti previsti dalla legge, e non sostituire la programmazione delle gare. Chiedere chiarezza non significa denunciare irregolarità già accertate, ma pretendere che ogni scelta amministrativa sia pubblicamente verificabile”.
La Fiom chiede quindi al Comune di rendere disponibile l’intera documentazione relativa agli affidamenti e alle eventuali proroghe del servizio, garantendo piena trasparenza sulle procedure e sulle risorse pubbliche impegnate. Sollecita inoltre l’apertura immediata di un confronto con l’amministrazione, prima dell’avvio del nuovo servizio, per rafforzare le garanzie occupazionali e tutelare tutti i 35 lavoratori.
“La qualità dei servizi pubblici non può essere costruita comprimendo i diritti di chi lavora. Legalità, trasparenza e occupazione devono essere condizioni irrinunciabili di ogni appalto pubblico”, conclude il sindacato.



