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Attacco in Iran, Scerra (M5S) interroga Crosetto: “Il Governo chiarisca il ruolo di Sigonella e del MUOS”

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Il parlamentare pentastellato presenta un’interrogazione al Ministero della Difesa: “I cittadini hanno diritto alla trasparenza e alla sicurezza”

Le altissime tensioni geopolitiche in Medio Oriente e il recente attacco all’Iran lambiscono direttamente la Sicilia, riaccendendo i riflettori sul ruolo logistico e strategico delle installazioni militari statunitensi presenti sull’Isola.

A sollevare formalmente la questione in Parlamento è il deputato del Movimento 5 Stelle, Filippo Scerra, primo firmatario di un’urgente interrogazione parlamentare rivolta al Ministro della Difesa, Guido Crosetto.

Alla base dell’allarme lanciato dal parlamentare pentastellato ci sono dati tecnici precisi. Durante le ore cruciali in cui si è consumato l’attacco in territorio iraniano, i sistemi di tracciamento aereo aperti al pubblico hanno registrato un’attività anomala.

«Chiediamo venga fatta piena luce su quanto sta succedendo a Sigonella e su cosa è successo nei giorni scorsi – dichiara apertamente Scerra –. Dai tracciati di volo pubblici risultano diversi movimenti di velivoli militari statunitensi nelle stesse ore dell’attacco all’Iran. Serve che il ministero della Difesa chiarisca in che modo vengono utilizzate le basi che si trovano nel nostro Paese».

L’interrogazione del M5S punta a ottenere risposte nette dall’Esecutivo, strutturando le proprie richieste su tre fronti principali:

  • Chiarezza sulle autorizzazioni: Scerra chiede al Governo di confermare formalmente se siano pervenute richieste ufficiali da parte degli Stati Uniti per l’utilizzo delle basi in territorio italiano (con particolare attenzione all’aeroporto militare di Sigonella e al sistema di telecomunicazioni satellitari MUOS di Niscemi) a supporto delle operazioni contro l’Iran.

  • Stop al supporto logistico: Si chiede all’Esecutivo un impegno preciso a impedire l’eventuale uso di queste infrastrutture, qualora risultassero di supporto funzionale e diretto all’operazione militare in corso.

  • Tutela della cittadinanza: La necessità di non esporre il territorio siciliano e italiano a potenziali ritorsioni o rischi legati all’escalation bellica.

«I cittadini hanno il diritto di sapere quali scelte siano state compiute e cosa sta succedendo – conclude Scerra –. Quindi di essere tutelati, perché ne va della loro sicurezza. Il nostro obiettivo è ottenere risposte precise e documentate, nell’interesse della collettività».

La palla passa ora al Ministero della Difesa, chiamato a chiarire se e in che misura il “ponte” siciliano sia stato utilizzato dalla coalizione internazionale in queste ore di massima allerta globale.

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