Aggiornato al 03/04/2026 - 16:41
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Emergenza

Augusta, Nuova aggressione in carcere: braccio spezzato ad un agente

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Un agente della polizia penitenziaria è finito in ospedale con una frattura scomposta al braccio e 30  giorni di prognosi dopo essere stato aggredito da un detenuto. La Cisl Ragusa-Siracusa torna a chiedere un intervento urgente del Prefetto.

Nuova aggressione all’interno della Casa di reclusione di Augusta. Un agente della Polizia penitenziaria è finito in ospedale con una prognosi di 30 giorni per una frattura scomposta ad un braccio.
L’episodio è avvenuto al momento del rientro in cella dei detenuti. Uno di loro, lo stesso che due settimane fa aveva ferito un altro agente, si è rifiutato e ha colpito violentemente il poliziotto.

“Siamo ormai allo stremo e si continua a non ascoltare il nostro grido di allarme – ha detto Fabio D’Amico, coordinatore della FNS Cisl – Le aggressioni al personale sono continue e alcuni soggetti, ritenuti pericolosi, restano in questa struttura nonostante tutto.

L’organico è sotto dimensionato – ha continuato – e le continue aggressioni, con relative prognosi e convalescenze, tolgono ulteriore personale al già esiguo numero di agenti visto che non avvengono sostituzioni.
La Segreteria Territoriale della Fns CISL torna a chiedere che la Polizia Penitenziaria di Augusta, “che ha pure dimostrato grande professionalità e senso del dovere, non venga messa nelle condizioni di vivere situazioni di alta tensione sotto il profilo della sicurezza e dell’ordine per i ricatti di alcuni ristretti violenti che evidentemente pensano di stare in un albergo e non in un carcere”.

“Le notizie che giungono dal penitenziario di Augusta sono gravi e preoccupanti – ha commentato il segretario generale della UST Cisl Ragusa Siracusa, Giovanni Migliore – La nuova aggressione si aggiunge ad una lista troppo lunga che deve avere un argine.

Ci appelliamo a Sua Eccellenza il Prefetto perché intervenga – ha aggiunto Migliore – Il coefficiente personale/detenuti è inferiore alla media regionale e nazionale. Attualmente ci sono 600 detenuti, nonostante la capienza regolamentare sia per soli 339 posti. Una situazione esplosiva che si è ormai trasformata in autentica emergenza”.

 

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