Aggiornato al 20/04/2026 - 12:07
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Crisi

B2G Sicily di Priolo, sindacati in stato di agitazione. Nicita (PD) invoca il Golden Power

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I lavoratori denunciano l’assenza di un piano industriale, trasferimenti a Celano e un licenziamento senza preavviso. Il senatore dem ai ministeri: “Il Governo apra un tavolo di crisi”

È scoppiato in tutta la sua gravità il “caso” B2G Sicily S.r.l. (ex ERG Power), l’impianto strategico di cogenerazione acquisito nel 2023 dal fondo svizzero Achernar Assets AG.

Nelle scorse ore le sigle sindacali di categoria hanno ufficialmente proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale, richiedendo contestualmente l’apertura della procedura di raffreddamento in Prefettura, mentre sul fronte politico il senatore del Partito Democratico Antonio Nicita ha depositato una nuova interrogazione per spingere il Governo a esercitare i poteri del Golden Power.

A lanciare l’allarme sono stati i segretari territoriali Fiorenzo Amato (Filctem Cgil), Giuseppe Giansiracusa (Flaei Cisl) e Giuseppe Di Natale (Uiltec Uil), che hanno chiesto una convocazione urgente al Prefetto di Siracusa.

Secondo i sindacati, a oltre due anni dal passaggio di proprietà, non è stato presentato alcun progetto industriale sostenibile. Gli unici investimenti realizzati sarebbero solo quelli “ereditati” dalla precedente gestione ERG. A far precipitare la situazione, però, sono state le recenti dinamiche interne.

“Subiamo continui atteggiamenti unilaterali e condotte antisindacali, come riorganizzazioni attuate senza alcuna comunicazione alle RSU, che alimentano un clima di incertezza e timore tra i lavoratori – denunciano all’unisono Amato, Giansiracusa e Di Natale –. L’ultimo gravissimo episodio riguarda il licenziamento senza preavviso di un dipendente per presunta soppressione della posizione; un atto che riteniamo del tutto illegittimo e privo di fondamento”.

Una gestione ritenuta pericolosa anche in virtù dell’importanza nevralgica dell’asset: con i suoi 480 MW di potenza, la centrale garantisce 1,2 milioni di tonnellate di vapore e 4,5 milioni di metri cubi di acqua demineralizzata a colossi come Versalis, Goi Energy e Air Liquide, rivelandosi inoltre vitale per il bilanciamento della rete elettrica nazionale in regime di Capacity Market con Terna.

L’interrogazione di Nicita: “Il fallimento della gestione Achernar”

A dare sponda istituzionale alla mobilitazione dei lavoratori è il Vice Presidente del Gruppo PD al Senato, Antonio Nicita. Aggiornando una sua precedente interrogazione di febbraio, il senatore ha portato il caso sui tavoli del Ministro dell’Ambiente e di quello delle Imprese, denunciando anche opache operazioni di spostamento di forza lavoro siracusana verso il nuovo asset dell’azienda a Celano, in Abruzzo.

“Lo stato di agitazione proclamato dai sindacati non è un segnale di allarme: è un punto di rottura – ha dichiarato il senatore Nicita –. Significa che la proprietà ha ignorato sistematicamente gli impegni assunti al momento dell’acquisizione, compresi quelli previsti dalle prescrizioni Golden Power. Il Governo non può restare spettatore di fronte al degrado di un asset energetico strategico per l’intero polo industriale di Priolo e per l’occupazione del territorio”.

Nell’atto parlamentare, l’esponente dem chiede chiarimenti perentori all’Esecutivo, articolati su cinque punti chiave:

  • Verifica del Golden Power: Chiarire se il Governo abbia effettivamente attivato il monitoraggio previsto al momento della cessione per tutelare l’asset, e con quali esiti.

  • Tavolo di crisi: Convocare un confronto urgente con la proprietà, le organizzazioni sindacali e le istituzioni territoriali.

  • Tutela dell’occupazione: Verificare l’effettiva legittimità delle azioni unilaterali denunciate (come i trasferimenti su Celano e il recente licenziamento) rispetto agli impegni presi.

  • Responsabilità di ERG: Coinvolgere la società cedente (ERG) per valutare l’attivazione delle garanzie prestate al momento della vendita.

  • Transizione e Hydrogen Valley: Pretendere un piano industriale trasparente e condiviso per il futuro dell’impianto, coerente con le strategie energetiche nazionali e con il progetto di conversione green dell’area industriale siracusana.

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