Aggiornato al 15/06/2026 - 16:23
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Cancelli sul litorale, il PCI lancia la protesta per il mare libero a Siracusa: “Militanti incatenati”

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Sabato 20 giugno il presidio allo Sbarcadero di Santa Lucia contro le privatizzazioni selvagge. Gambuzza (PCI): «Basta catene, il mare è un bene comune e non una proprietà per pochi eletti»

La Federazione provinciale del Partito Comunista Italiano (PCI) di Siracusa ha indetto ufficialmente un presidio di protesta civile per sabato 20 giugno 2026, a partire dalle ore 10:00, nell’area dello Sbarcadero di Santa Lucia.

L’iniziativa punta a raccogliere l’adesione di residenti, movimenti civici e associazioni ambientaliste per accendere i riflettori sulla progressiva chiusura degli accessi al mare nel capoluogo aretuseo.

Secondo gli organizzatori, la situazione delle coste siracusane ha raggiunto livelli di insostenibilità non più tollerabili, aggravata da staccionate e teloni che impediscono persino la visuale del paesaggio marino.

I comunisti denunciano il silenzio della giunta municipale e avanzano un pacchetto di richieste strutturali per modificare la gestione del demanio marittimo.

Il manifesto in cinque punti presentato dal PCI Siracusa per il mare libero a Siracusa:

  • Interventi allo Sbarcadero: rimozione delle catene dal solarium, applicazione di strisce antiscivolo sui gradini, installazione di docce pubbliche, servizi igienici e creazione di una rampa inclusiva per i disabili;

  • Messa in sicurezza della Piattaforma tuffi: bonifica immediata dell’area, considerata totalmente estranea alle concessioni private esistenti, per restituirla alla fruizione dei giovani;

  • Riforma del PUDM: modifica del Piano di Utilizzo delle Aree Demaniali Marittime per innalzare la quota minima di spiagge libere ad almeno il 65% del totale;

  • Riva Porto Lacio: vincolare almeno il 50% della spiaggia della zona alla fruizione pubblica, totalmente gratuita per i bagnanti;

  • Sblocchi a Sud: garantire l’accessibilità della strada comunale in fondo a Traversa Sant’Agostino e la piena fruibilità della costa tra la Pillirina e il Minareto.

«La privatizzazione dello Sbarcadero e delle aree limitrofe rappresenta uno schiaffo intollerabile alla città – denuncia la segreteria provinciale del PCI Siracusa –. Chiediamo l’immediata rimozione di catene e cancelli dal litorale. Il mare deve tornare a essere un bene comune e non una proprietà privata esclusiva per pochi eletti».

La manifestazione di sabato mattina non si limiterà a una serie di interventi politici, ma sarà caratterizzata da due forti azioni pratiche sul campo.

Per rendere visivamente l’idea del “sequestro” del litorale subìto dalla cittadinanza, alcuni militanti comunisti daranno vita a un incatenamento simbolico a ridosso delle barriere. Contestualmente, i partecipanti daranno il buon esempio avviando una pulizia straordinaria della battigia compresa tra il Solarium e la vicina piattaforma tuffi, rimuovendo i rifiuti abbandonati.

Il PCI avverte infine Palazzo Vermexio che questa sarà solo la prima di una serie di azioni volte a difendere il diritto al mare libero a Siracusa: se la giunta continuerà a ignorare le richieste della piazza, le proteste si intensificheranno nelle settimane successive. L’appuntamento per tutti i cittadini è fissato allo Sbarcadero.

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