Il sindaco Gallo firma un’ordinanza per tutelare gli animali d’affezione dalle ondate di calore: “L’esposizione prolungata o anche temporanea a temperature elevate può provocare disidratazione, colpi di calore e morte”
Il sindaco del Comune di Palazzolo Acreide, Salvatore Gallo, ha firmato un’ordinanza contingibile e urgente finalizzata a garantire il benessere animale a Palazzolo Acreide durante i mesi più caldi dell’anno. Il provvedimento nasce a seguito delle numerose segnalazioni pervenute agli uffici comunali riguardo a cani e gatti lasciati temporaneamente incustoditi all’esterno delle abitazioni, spesso in totale assenza di ripari idonei dall’irraggiamento solare diretto.
L’ordinanza sindacale stabilisce un calendario di applicazione fisso, che resterà in vigore dal primo giugno al 30 settembre di ogni anno, salvo la necessità di eventuali anticipazioni o proroghe dettate da anomalie climatiche. Le nuove disposizioni impongono il divieto assoluto di detenere o collocare, anche per brevi periodi, gli animali d’affezione su balconi, terrazze, verande, cortili, recinti o spazi esterni in genere. Questa restrizione si applica nello specifico nella fascia oraria più critica della giornata, compresa tra le ore 11:00 e le ore 18:00, qualora si verifichino condizioni di forte esposizione solare, scarsa ventilazione o mancanza di ombra permanente e acqua fresca.
Oltre ai divieti, il documento sindacale traccia una linea chiara sui doveri spettanti ai proprietari e ai detentori a qualsiasi titolo degli animali. Chiunque custodisca un animale domestico ha l’obbligo giuridico di assicurare una costante disponibilità di acqua e un rifugio fresco che garantisca condizioni compatibili con il benessere psicofisico dell’animale, specialmente durante i periodi di assenza dei proprietari. La vigilanza sul rispetto delle nuove regole è affidata agli agenti della Polizia Locale, alle Forze dell’Ordine e ai medici del Servizio Veterinario dell’ASP di Siracusa.
La severità del provvedimento si riflette anche sul piano pecuniario e penale, con l’obiettivo di scoraggiare comportamenti superficiali o crudeli. Per i trasgressori dell’ordinanza è prevista l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria che parte da un minimo di 250 euro fino a raggiungere un massimo di 1.500 euro, sempre che la condotta non integri gli estremi del reato di maltrattamento. Nei casi in cui venga accertata una situazione di grave e imminente pericolo per la vita dell’animale, le autorità procederanno infatti per via penale, attivando il sequestro e il trasferimento d’urgenza della Bestiola presso strutture idonee.







