Aggiornato al 25/02/2026 - 17:12
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Sanità

Case di Comunità a Siracusa: intesa tra Asp e Sindaci per il nuovo Punto Unico di Accesso

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La Conferenza dei Sindaci a Palazzo Vermexio segna un passo decisivo per l’attuazione del DM 77. Nella seconda metà di marzo la firma del protocollo d’intesa

Il percorso verso la piena attuazione della sanità territoriale in provincia di Siracusa segna una tappa fondamentale. Questa mattina, 25 febbraio 2026, la Conferenza dei Sindaci riunitasi a Palazzo Vermexio ha gettato le basi definitive per la prossima apertura delle tanto attese Case di Comunità.

L’incontro, convocato su proposta dell’Asp di Siracusa per definire le nuove strategie di assistenza previste dal DM 77, si è concluso con un accordo unanime: si procederà spediti verso l’integrazione sociosanitaria attraverso un protocollo d’intesa, la cui firma ufficiale è in agenda per la seconda settimana di marzo.

Al centro della discussione vi è stata la necessità di rendere operative le Case di Comunità non come semplici ambulatori, ma come veri e propri luoghi di accoglienza globale.

Lo strumento chiave sarà il Punto Unico di Accesso (PUA) integrato. L’obiettivo è far sì che il personale sanitario dell’Asp e i servizi sociali dei vari Comuni operino fianco a fianco, avvalendosi anche di piattaforme informatiche comuni. Questa sinergia garantirà una risposta unitaria e semplificata ai bisogni dei cittadini, con un occhio di riguardo per le fasce più vulnerabili: anziani e disabili.

I lavori sono stati aperti dal sindaco di Siracusa, Francesco Italia, che ha espresso forte apprezzamento per il metodo del confronto costante adottato dall’Azienda Sanitaria con le amministrazioni locali.

All’incontro hanno preso parte i vertici aziendali che hanno curato la stesura tecnica del protocollo: il direttore sanitario Salvatore Madonia, il direttore amministrativo Ornella Monasteri e il direttore del Dipartimento ADISS Anselmo Madeddu. Non ha potuto partecipare per improrogabili impegni personali il commissario straordinario dell’Asp, Chiara Serpieri, che ha comunque fatto pervenire un messaggio di ringraziamento ai primi cittadini per il supporto in questa delicata fase di transizione.

Parallelamente all’accordo burocratico-amministrativo, l’Asp ha fatto il punto sull’avanzamento tecnico delle strutture. Forte dei risultati ottenuti con il modello pilota di Noto, l’Azienda sta lavorando per rispettare le scadenze europee:

  • Infrastrutture pronte: Mentre le Centrali Operative Territoriali (COT) sono già a regime da tempo, i lavori per le Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità sono in fase avanzata. Per un primo gruppo di interventi, l’ultimazione potrebbe avvenire già tra metà e fine marzo.

  • Assunzioni in corso: Oltre ai “muri”, si investe sul capitale umano. Sono in corso le procedure per il reclutamento di infermieri di comunità e personale amministrativo, oltre alla stipula di accordi con i medici di famiglia e gli specialisti.

  • Telemedicina: È in fase di implementazione un sistema avanzato per garantire consulti specialistici e refertazioni a distanza, superando i limiti geografici nell’ottica di una reale medicina di prossimità.

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