AVS chiede un Consiglio comunale dopo la sentenza Cedu che riapre l’ipotesi omicidio. Salvo La Delfa: “La città non può non far sentire vicinanza alla famiglia”
SIRACUSA – A dieci giorni dalla sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani (Cedu) sulla morte di Tony Drago, il militare siracusano deceduto l’11 luglio 2014 nella caserma “Sabatini” di Roma, arriva una dura presa di posizione da parte di Europa Verde Siracusa – Alleanza Verdi e Sinistra (AVS). A intervenire è Salvo La Delfa, coportavoce provinciale del movimento, che definisce “imbarazzante” il silenzio dell’Amministrazione comunale.
La sentenza della Cedu ha infatti messo in discussione l’ipotesi del suicidio, evidenziando tentativi di depistaggio, carenze investigative e incongruenze nell’operato degli inquirenti italiani. Un pronunciamento che, di fatto, riapre lo scenario e rilancia l’ipotesi di omicidio legato a pratiche di nonnismo, già avanzata dalla famiglia del giovane militare.
Secondo La Delfa, il mancato intervento ufficiale del Comune rappresenta una grave mancanza verso una famiglia che da undici anni chiede verità e giustizia.
“È imbarazzante questo silenzio perché dietro questa vicenda c’è una famiglia siracusana che da anni lotta senza sosta per sapere la verità e alla quale la comunità, rappresentata dall’Amministrazione comunale, non può non far sentire la propria vicinanza.”
Un silenzio che pesa non solo sul piano istituzionale, ma anche su quello umano e civile, considerando che – sottolinea Europa Verde – la vicenda di Tony Drago riguarda l’intera città.
Nel suo intervento, La Delfa richiama l’Amministrazione comunale a un’azione immediata e concreta, anche attraverso la convocazione di un Consiglio comunale ad hoc, per esprimere ufficialmente il sostegno della città alla famiglia Drago.
“A esigere giustizia non sono solamente i familiari, ma è un’intera città che non ha mai dimenticato Tony.”
Secondo Europa Verde, è necessario mettere in campo tutti gli strumenti istituzionali e civili di cui la comunità dispone per fare luce su quanto accaduto la sera del 5 luglio 2014, nella caserma dell’ottavo Reggimento “Lancieri di Montebello”.
La sentenza della Corte Europea, che ha condannato lo Stato italiano per le modalità con cui sono state condotte le indagini, rappresenta per AVS un punto di svolta che non può essere ignorato.
“Adesso più che mai è necessario squarciare il muro di gomma e chiedere la riapertura del caso.”
Europa Verde ricorda come, in passato, Siracusa abbia saputo reagire con forza e unità davanti a vicende drammatiche che hanno colpito la comunità, e ribadisce che nessun siracusano deve essere lasciato solo in circostanze simili.







