Aggiornato al 27/12/2025 - 08:32
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Trasparenza

De Simone (FI): “Affidamenti diretti e contributi, serve un regolamento comunale”

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Regolare non vuol dire ostacolare ma creare un clima di fiducia e correttezza a garanzia di cittadini e associazioni che intendono partecipare alla vita pubblica

Il tema degli affidamenti diretti e dei contributi pubblici assegnati alle associazioni è al centro di un intervento del consigliere comunale di Forza Italia, De Simone (FI), che richiama l’attenzione sulla necessità di dotare il Comune di un regolamento specifico in grado di disciplinare tali procedure.

Il riferimento è alle disposizioni del D.Lgs. 36/2023, il nuovo Codice dei Contratti Pubblici, che consente l’affidamento diretto per importi inferiori ai 140.000 euro. Una possibilità prevista dalla normativa nazionale che, secondo De Simone, richiede però regole comunali più puntuali per evitare incertezze applicative.

Pur trattandosi di uno strumento legittimo – spiega De Simone – è evidente che l’assenza di un regolamento comunale che disciplini in modo puntuale modalità, criteri e tempistiche di assegnazione può generare confusione, dubbi o percezioni di disparità, motivo per cui si ritiene opportuno colmare questo vuoto normativo.

Il consigliere annuncia quindi l’intenzione di promuovere una proposta di regolamento che introduca criteri chiari, procedure definite e controlli condivisi, con l’obiettivo di ridurre il margine di discrezionalità nelle scelte amministrative.

Va sottolineato – aggiunge – il rischio concreto di un’eccessiva discrezionalità o di inopportunità di arbitrio da parte di chi decide a chi destinare i contributi. Un rischio che, se non ben regolato, potrebbe tracimare in una pericolosa zona d’ombra.

De Simone (FI) pone inoltre l’accento sui casi in cui i fondi pubblici siano destinati a settori particolarmente delicati, come quello dei servizi sociali e solidali, ambiti nei quali la chiarezza delle decisioni assume un valore ancora più rilevante.

In questi casi, ogni scelta deve poter essere letta in maniera limpida e imparziale, affinché il valore della solidarietà non venga messo in discussione da scelte opache o poco comprensibili ma percepite come giuste, imparziali e trasparenti.

In chiusura, il consigliere ribadisce che la definizione di regole non avrebbe finalità restrittive, ma sarebbe finalizzata a rafforzare il rapporto di fiducia tra amministrazione, cittadini e associazioni.

Regolare non vuol dire ostacolare – conclude – ma creare un clima di fiducia e correttezza a garanzia di cittadini e associazioni che intendono partecipare alla vita pubblica.

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