Il sindaco Di Mare: “La città è rimasta ostaggio di dispute giudiziarie per troppo tempo, ora si apra il cantiere”
Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) per la Sicilia, sezione staccata di Catania, ha depositato la sentenza numero 01920/2026 che dichiara inammissibile il ricorso presentato da Aretusacque S.p.A. e Acea Siracusa S.r.l. contro l’aggiudicazione dei maxi lavori sul depuratore di Augusta.
Il pronunciamento dei magistrati etnei conferma la piena legittimità dell’operato di Sogesid S.p.A. (che ha agito per conto del Commissario Straordinario Unico) nell’affidamento dell’appalto da oltre 50 milioni di euro al raggruppamento temporaneo di imprese composto dal Consorzio Stabile Progettisti Costruttori e da Sideridraulic System S.p.A.. La notizia è stata accolta con profonda soddisfazione dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Di Mare, che ha sollecitato l’immediata apertura del cantiere.
La sentenza della Quarta Sezione del TAR ha chiarito in modo netto i confini delle competenze istituzionali. I giudici hanno ribadito che gli interventi strutturali sul sistema fognario e sul depuratore di Augusta non rientravano affatto nel perimetro dell’affidamento globale del servizio idrico integrato della provincia, gestito dalle società ricorrenti.
I punti cardine della sentenza mettono in luce che:
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Carenza di legittimazione: Aretusacque e Acea non hanno partecipato alla procedura di gara e non vantano un interesse qualificato a bloccare l’opera, poiché l’intervento non incide sul loro precedente affidamento;
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Poteri speciali dal 2015: Il Commissario Straordinario Unico opera legittimamente come soggetto attuatore in virtù di un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri risalente al 2015, attivato tramite i poteri sostitutivi del Governo per superare l’inerzia del territorio;
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Finanziamenti blindati: La classificazione dell’opera nella “Tabella C” ministeriale conferma che per Augusta il ruolo di attuatore era già incardinato in capo al Commissario, lasciando aperta solo la copertura delle risorse necessarie.
Un altro passaggio cruciale della sentenza riguarda il via libera all’esecuzione anticipata delle prestazioni di ingegnerizzazione. Il TAR ha giudicato del tutto legittima e motivata la scelta di Sogesid S.p.A. di procedere con urgenza. L’opera rientra infatti nel perimetro delle condanne inflitte all’Italia dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (cause C-565/10, C-251/17 e C-85/13). La mancata esecuzione immediata dei lavori avrebbe comportato un pesante aggravamento delle sanzioni pecuniarie comunitarie a carico dello Stato, nonché il rischio reale di perdere i finanziamenti assegnati.
«Da questa pronuncia emerge un messaggio preciso: per troppo tempo la città è rimasta ostaggio di dispute amministrative e giudiziarie, mentre Augusta continua ad attendere opere indispensabili per l’ambiente, la salute pubblica e lo sviluppo del territorio – ha dichiarato il sindaco Giuseppe Di Mare –. Pur nel rispetto del diritto di ciascuno a far valere le proprie ragioni, credo che oggi debba prevalere l’interesse generale della comunità. Ogni ulteriore energia dovrebbe essere rivolta ad accompagnare l’avvio dei lavori e non a rallentarne l’esecuzione».
Il primo cittadino ha concluso riconoscendo il buon lavoro svolto dalla struttura commissariale e da tutti i soggetti istituzionali coinvolti. Con il definitivo avallo della magistratura amministrativa, l’auspicio della comunità augustana è che vengano rimossi gli ultimi ostacoli per dare immediato inizio alle opere di scavo.







