Presentato all’Urban Center il progetto sperimentale che vede la città aretusea capofila in Sicilia. Obiettivo: recuperare i NEET e combattere le dipendenze. Amenta: “Siracusa laboratorio sperimentale”
La lotta all’abbandono degli studi e al disagio sociale parte da qui. Siracusa è stata scelta come città pilota per testare un nuovo modello di intervento integrato contro la dispersione scolastica e le fragilità giovanili. Il progetto, promosso da Anci Sicilia e dal Comune di Siracusa, è entrato nel vivo questa mattina con una partecipata presentazione all’Urban Center, alla presenza di associazioni studentesche, enti del terzo settore e realtà civiche.
L’iniziativa nasce dal protocollo d’intesa siglato a dicembre e mira a costruire una rete solida tra pubblico e privato per affrontare piaghe sociali sempre più evidenti: l’individuazione dei NEET (giovani che non studiano e non lavorano), il contrasto alle dipendenze (con focus sulla recente legge sul crack), il bullismo e il cyberbullismo.
Durante l’incontro è stata illustrata la manifestazione di interesse per presentare le iniziative. ⚠️ La scadenza: C’è tempo fino al 24 febbraio per inviare le domande. 📧 L’indirizzo: Le istanze vanno spedite alla PEC: politichegiovanili@comune.siracusa.legalmail.it.
Al tavolo dei lavori erano presenti le massime cariche coinvolte:
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Paolo Amenta, Presidente di Anci Sicilia;
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Marco Zappulla, Assessore comunale alle Politiche sociali;
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Giancarlo Pavano, Consulente Anci per le Politiche giovanili;
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Alessandro Drago, Presidente della Consulta provinciale degli studenti;
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Stefano Elia, Presidente dell’associazione Kolbe;
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Maria Costanzo, Professoressa.
«Siracusa sarà il nostro laboratorio sperimentale – ha dichiarato il presidente Paolo Amenta –. Qui testeremo un modello che, dopo una fase di analisi, potrà essere trasferito anche in altre città siciliane. Dobbiamo tornare a dialogare con i giovani, perché spesso decidono di ritirarsi socialmente o di emigrare». I dati demografici richiamati da Anci sono allarmanti: nascite in calo e over 65 che superano gli under 15 disegnano una Sicilia che rischia di perdere il suo futuro.
Il cuore operativo del progetto è l’istituzione di un tavolo di lavoro permanente. Si punterà su:
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Amministrazione condivisa e patti di collaborazione;
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Co-progettazione pubblico–privato;
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Percorsi di formazione per amministratori e docenti;
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Azioni di prevenzione mirata sul territorio.
Il prossimo appuntamento per fare il punto sulla situazione regionale sarà la conferenza sulle politiche giovanili, prevista a Caltanissetta il 21 febbraio.







