Il Comune montano annuncia l’avvio di un progetto pilota per il selecontrollo e la creazione di una filiera corta della selvaggina. Carlo Auteri: “Il sindaco Caiazzo avalla l’inettitudine amministrativa regionale”
Sulla gestione dell’emergenza cinghiali a Buccheri e in tutta la provincia siracusana si accende un aspro scontro politico. Da un lato c’è l’Amministrazione comunale montana, che annuncia con soddisfazione l’apertura di un nuovo centro per la gestione degli ungulati; dall’altro c’è il deputato regionale Carlo Auteri, che bolla l’iniziativa come una “soluzione isolata” incapace di risolvere un dramma di proporzioni provinciali.
Il tema centrale resta il contrasto alla peste suina e al pericoloso sovrappopolamento degli ungulati selvatici, che minacciano agricoltura, sicurezza stradale e turismo.
Nelle scorse ore, il Comune di Buccheri ha ufficializzato l’avvio di un’azione sinergica con il Servizio 16 del Dipartimento Sviluppo Rurale della Regione Siciliana. L’Amministrazione ha messo a disposizione dei locali idonei che fungeranno da centro di raccolta selvaggina per i cinghiali abbattuti durante le attività di selecontrollo.
Le strutture saranno dotate di celle frigorifere fornite dalla Regione, garantendo una gestione sicura e conforme alle normative sanitarie. In sinergia con l’ASP di Siracusa, verranno effettuati i controlli sanitari necessari per consentire l’immissione delle carni nel mercato locale (filiera corta), permettendone la vendita o la cessione gratuita.
«Siamo giunti a un percorso condiviso che ci consentirà di strutturare un sistema efficace di gestione – ha dichiarato il sindaco di Buccheri, Alessandro Caiazzo –. A Buccheri la popolazione di ungulati è già stata significativamente ridimensionata grazie al lavoro congiunto con cittadini, cacciatori e selecontrollori. È un modello virtuoso e unico nel panorama provinciale».
La replica di Auteri: “Caiazzo avalla l’inettitudine”
A spegnere gli entusiasmi del primo cittadino buccherese ci ha pensato il deputato regionale all’Ars, Carlo Auteri, che ha ridimensionato la portata del progetto puntando il dito contro le gravissime carenze della macchina regionale.
«Prendo atto dell’annuncio del sindaco, ma il problema dei cinghiali continua ad aumentare in molte altre aree del Siracusano, a partire da Pantalica e dalla Valle dell’Anapo – attacca Auteri –. Contesto il tentativo di far passare una risposta parziale come se fosse la prova dell’efficienza del sistema. Caiazzo, di fatto, finisce per avallare un’inettitudine amministrativa più ampia, perché il problema non si risolve Comune per Comune senza una regia vera».
Secondo il parlamentare regionale, parlare di “modello virtuoso” significa ignorare ciò che accade a Pantalica e nella Valle dell’Anapo, dove la pressione dei cinghiali rappresenta un pericolo quotidiano per agricoltori e turisti. Le soluzioni individuali, insiste Auteri, non bastano per un’emergenza sovracomunale.
Il deputato ricorda come la Regione avesse previsto finanziamenti per creare una rete ben più ampia, recuperando ad esempio gli ex macelli, ma si è perso tempo tra rimpalli burocratici, lasciando che ogni territorio si arrangiasse in autonomia.
«Non si può affrontare un’emergenza sanitaria e ambientale con iniziative spot o autocelebrazioni – conclude duramente Auteri –. I territori non hanno bisogno di narrazioni rassicuranti o di propaganda, ma di strutture, risorse e tempi rapidi. Mentre qualcuno si accontenta di una risposta parziale, i cinghiali aumentano e il territorio paga il prezzo dell’immobilismo».
Non si è fatta attendere la controreplica del sindaco di Buccheri, Alessandro Caiazzo, alle critiche mosse nelle scorse ore dal deputato regionale Carlo Auteri, che aveva definito l’apertura del nuovo centro di raccolta comunale buccherese una “soluzione spot” incapace di risolvere il problema provinciale.
Con toni pacati ma politicamente molto affilati, il primo cittadino difende il pragmatismo della sua Amministrazione e rimanda la palla direttamente nel campo del parlamentare all’Ars.
Il sindaco Caiazzo esordisce riconoscendo la consueta operatività del deputato, ma puntualizza subito una questione temporale fondamentale: la battaglia contro l’invasione degli ungulati selvatici non è iniziata ieri.
«Mi spiace replicare all’amico onorevole Carlo Auteri, ma forse non gli è stato raccontato il percorso che da oltre sei anni vede impegnate le istituzioni regionali e provinciali. Un impegno iniziato ben prima che lo stesso Carlo approdasse al parlamento regionale».
Caiazzo ricorda amaramente come, per troppo tempo, il sovrappopolamento dei cinghiali sia stato derubricato e snobbato come un mero “problema montano”. «Fino a qualche anno fa questo concetto sfuggiva a molti – prosegue il primo cittadino –. Erano tutti sereni pensando che il problema fosse recluso alla nostra zona, mentre noi sindaci più accorti lanciavamo già l’allarme sul sicuro ampliamento dell’invasione nell’intero territorio. Pantalica, infatti, seppur importante, rappresenta oggi una percentuale territoriale infinitesimale del problema».
Rispondendo all’accusa di aver optato per una soluzione “isolata” a discapito di una grande e complessa rete provinciale, Caiazzo entra nel merito tecnico ed economico delle vecchie proposte.
Secondo il sindaco di Buccheri, non ci sono più le condizioni per perorare iniziative faraoniche che, allo stato dei fatti, apparivano e appaiono non percorribili per due motivi:
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Costi di realizzazione e mantenimento insostenibili.
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Complesse e invalicabili responsabilità gestionali.
«È il momento dei fatti e di partire con iniziative che sicuramente saranno migliorabili e perfettibili, ma che devono necessariamente trovare un punto di inizio tangibile», ribadisce Caiazzo, difendendo la validità e l’immediatezza del nuovo centro di raccolta e lavorazione carni.
La conclusione del sindaco è un misto tra un’apertura istituzionale e un preciso richiamo alle responsabilità politiche di chi siede a Palazzo dei Normanni.
Caiazzo si dice lieto che un deputato regionale della provincia abbia “finalmente preso a cuore il problema” e voglia fare il possibile per risolverlo, ma lancia un monito: «L’auspicio è che riesca ad essere portavoce ai livelli regionali e ad incidere in maniera importante laddove, lo ricordo, si fanno le leggi e si danno gli strumenti per attuarle. Se sarà richiesto, la mia esperienza e il mio aiuto non mancheranno di certo».







