In 43 hanno partecipato alla rimpatriata a Modica, Nello Bongiovanni: “Il sistema penitenziario funzionava, meno aggressioni, meno reati, meno droga ed altro che entrava all’interno delle carceri”
A distanza di ben 36 anni dalla storica chiusura della vecchia Casa Circondariale di Siracusa – il famosissimo carcere borbonico noto a tutti i siracusani come la “Casa cu n’occhiu” – un nutrito gruppo di ex Agenti di Custodia (oggi Polizia Penitenziaria) è tornato a riabbracciarsi.
L’evento, che ha avuto il sapore di una vera e propria rimpatriata storica, si è svolto lo scorso 28 marzo a Modica. Un traguardo reso possibile grazie all’iniziativa e alla tenacia di Salvo Santacroce, che nel giro di poche settimane è riuscito a rintracciare e riunire i contatti dei vecchi colleghi, garantendo la partecipazione di ben 43 persone.
Rivedersi dopo oltre tre decenni è stato un momento di grande commozione. Le strade professionali dei presenti si erano divise in quel lontano dicembre del 1990, quando il devastante terremoto di Santa Lucia costrinse le autorità alla chiusura e all’evacuazione della storica e affascinante struttura carceraria siracusana.
Durante l’incontro modicano, i colleghi hanno avuto modo di raccontarsi le rispettive vite, ripercorrendo tutto ciò che è accaduto da quel fatidico 17 dicembre ’90 fino ad oggi. Il momento più toccante della giornata è stato però dedicato alla memoria: un lungo e sentito applauso ha ricordato i tanti colleghi che purtroppo non ci sono più, ma che rimangono vivi nel ricordo e nell’affetto di chi ha condiviso con loro anni di duro servizio.
L’incontro non è stato solo un’occasione conviviale, ma ha offerto anche lo spunto per una profonda riflessione sull’evoluzione del sistema carcerario e della figura dell’agente.
“Con tanti di questi colleghi ho avuto la fortuna di lavorare – si legge nella nota di Bongiovanni –. Si era forse meno preparati dal punto di vista scolastico o della formazione teorica rispetto a oggi, ma il sistema penitenziario funzionava. C’erano meno aggressioni, meno reati e meno droga che riusciva a entrare all’interno delle carceri. Possiamo domandarci il perché? Ebbene, si era preparati nell’autorevolezza e nell’esperienza che ogni giorno si metteva nella propria giornata lavorativa. W la Polizia Penitenziaria”.
Il successo dell’iniziativa, la gioia di essersi ritrovati e l’entusiasmo generato dai vecchi aneddoti hanno spinto gli organizzatori a non disperdere questo prezioso patrimonio umano.
Per permettere anche a chi non è riuscito a essere presente al primo incontro di unirsi al gruppo, è stata già fissata una nuova data: gli ex agenti del “Carcere cu n’occhiu” torneranno a riunirsi il prossimo 15 maggio 2026 a Caltagirone, per scrivere un altro capitolo di questa bellissima storia di amicizia e spirito di corpo.











