[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”di Massimiliano Perna”][vc_column_text]
Favorevoli o contrari ai concerti al teatro greco di Siracusa? Favorevoli ma a certe condizioni, prima fra tutte la tutela del bene. Quella a cui fa riferimento, ad esempio, l’archeologo del CNR, Fabio Caruso, preoccupato dall’impatto di un certo tipo di eventi sul prezioso bene archeologico, già a rischio deterioramento. Soprattutto, secondo Caruso, i concerti di Nannini, Baglioni ed Elisa, con il loro pubblico abituato ad arene e stadi e ad accompagnare le canzoni ballando e saltando.
Ma chi autorizza gli eventi e ne verifica le condizioni di realizzazione nei teatri antichi? Dall’attuale assessorato regionale dei Beni culturali fanno sapere che la commissione regionale di Anfiteatro Sicilia, a cui è affidata l’organizzazione degli spettacoli, si limita ad approvare il calendario degli eventi in programma nei cosiddetti “teatri di pietra”, in quanto le norme vigenti demandano ogni valutazione sulla realizzazione degli stessi alla direzione del Parco Archeologico in cui il bene ricade ed eventualmente alla Soprintendenza dei beni culturali, che può porre eventuali vincoli e condizioni o limiti.
Eppure nel 2015, per la stessa ragione, la Regione Sicilia aveva fatto saltare i concerti al teatro greco di Taormina di Stevie Wonder e Carlos Santana e determinato lo spostamento ad Acireale dei concerti di Carmen Consoli e proprio di Gianna Nannini.
Intanto, è intervenuto anche il Comune, con Fabio Granata, che precisa che tutti i concerti sono stati regolarmente autorizzati dalla Soprintendenza e dal Parco Archeologico, oltre che direttamente dall’Assessorato regionale competente. E assicura che gli eventi sono stati scelti con cura, sono compatibili con il Teatro Greco e si svolgeranno sulla stessa struttura lignea allestita dall’Inda per ricoprire e proteggere le antiche pietre.
Sarebbe interessante comprendere, però, su chi ricadrebbe la responsabilità in caso danni.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]












