Aggiornato al 18/06/2025 - 08:39
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Ferrovia turistica Noto-Pachino: completata la posa dei binari nel primo lotto

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Terminata l’installazione dell’armamento tra km 1,800 e Noto Marina, verificato ponte A18 idoneo al transito

Avanzano secondo cronoprogramma i lavori per il ripristino della linea ferroviaria turistica Noto-Pachino, con il completamento della posa dell’armamento nel primo tratto verso la stazione di Noto Marina.

L’intervento più rilevante ha riguardato il ponte che sovrappassa l’autostrada A18, dove sono stati installati i binari dopo aver verificato l’idoneità della struttura al transito ferroviario. Le verifiche tecniche hanno confermato la piena compatibilità dell’infrastruttura esistente con i nuovi standard di esercizio.

Oltre alla posa dei binari, proseguono lungo il tracciato gli interventi di sistemazione delle traverse e la preparazione del pietrisco, mentre nei punti strategici vengono posizionati i materiali necessari per il completamento dell’opera. Le operazioni interessano contemporaneamente tutti e tre i lotti previsti dal progetto, con lavori che si estendono fino all’area di San Lorenzo.

«La riattivazione della ferrovia – ha dichiarato il sindaco di Noto, Corrado Figura – rappresenta un investimento significativo per il comprensorio ibleo, con l’obiettivo di migliorare i collegamenti tra i centri costieri e l’entroterra. Abbiamo sostenuto il progetto come elemento chiave per lo sviluppo turistico e la mobilità sostenibile del territorio».

La tratta rientra tra gli interventi dei “Percorsi nella storia – Treni storici e itinerari culturali” finanziati dal Piano di Investimenti Strategici su siti del patrimonio culturale, edifici e aree naturalistiche, nell’ambito del Piano Nazionale per gli investimenti complementari al PNRR. Per la Noto Pachino è stata stanziata una somma complessiva di 62 milioni di euro per una linea a binario unico che si sviluppa per  27 km, e consentirà di raggiungere in treno anche Marzamemi, San Lorenzo, Vendicari e Pachino, con lo scopo di evitare l’impatto nocivo sull’ambiente causato dagli insostenibili flussi di visitatori che si riversano nella riserva naturale di Vendicari e del borgo marinaro di Marzamemi.

Venne realizzata nel 1935 ed era utilizzata sia per il servizio viaggiatori, che per quello merci, per poi essere chiusa nel 1986. Attualmente si presenta ancora armata per gran parte della tratta; anche se le 8 stazioni versano in stato di abbandono.

Degli interventi si sta occupando la Fondazione Ferrovie dello Stato.

«Una volta completata – ha continuato Figura – la ferrovia offrirà un’alternativa al trasporto su gomma per raggiungere le destinazioni turistiche dell’area, contribuendo a decongestionare il traffico veicolare durante i mesi estivi. Il collegamento ferroviario potrebbe inoltre favorire lo sviluppo di forme di turismo più sostenibili, permettendo ai visitatori di muoversi agevolmente tra le diverse attrazioni del territorio».

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