Emanuele Scieri fu dunque assassinato, quella notte di agosto del 1999 alla caserma Gamora di Pisa.
Questa la sentenza della Corte d’assise di Pisa che ha condannato Alessandro Panella e Luigi Zabara, imputati per omicidio volontario in concorso rispettivamente ad una pena di 26 anni e 18 anni di carcere.
L’ex parà sarebbe dunque stato vittima di pesanti atti di nonnismo, secondo la commissione di inchiesta parlamentare infatti, istituita nel 2016 e conclusa a dicembre 2017, nella caserma vigeva una “disciplina parallela” e “avvenivano gravi atti di violenza, non riconducibili a semplice goliardia”. La tesi dell’accusa è che la sera del 13 agosto 1999 i tre indagati, dopo aver fatto spogliare e dopo aver picchiato Scieri, lo avrebbero obbligato a salire sulla torre di asciugatura e poi avrebbero fatto pressione con gli scarponi sulle nocche delle dita. Di qui la caduta a terra della recluta e la fuga dei caporali. Secondo le perizie, il giovane morì dopo qualche ora di agonia e un soccorso immediato avrebbe potuto salvarlo.
Non potremo purtroppo riavere Emanuele con noi, ma almeno resta la bella sensazione di giustizia che, finalmente, fa il suo corso.












