Aggiornato al 20/01/2026 - 12:08
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ISAB, Sinistra Italiana: silenzio del governo e incertezza sul futuro industriale di Siracusa

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“Il punto per noi dirimente della vicenda ISAB e, più in generale, della crisi della zona industriale di Siracusa rimane sempre lo stesso: che futuro si prospetta per il comparto industriale di Siracusa?

La vicenda della raffineria ISAB torna al centro del dibattito pubblico locale e nazionale. A intervenire è Sinistra Italiana-AVS di Siracusa, che in una nota firmata dal segretario provinciale Sebastiano Zappulla richiama l’attenzione sul silenzio del governo nazionale e regionale rispetto a un asset definito strategico per la sicurezza energetica del Paese.

Secondo quanto riportato nella nota, la complessa vertenza ISAB va letta su due piani distinti ma intrecciati: uno commerciale e uno politico-geopolitico. Sul primo livello si collocano i rapporti tra GOI Energy, ISAB, Litasco e la società italiana Ludoil, recentemente entrata in scena. Sul secondo, invece, pesano le scelte – o le mancate prese di posizione – delle istituzioni, chiamate a confrontarsi con equilibri nazionali e internazionali delicati.

Dal punto di vista commerciale, Sinistra Italiana ricostruisce una fase di forte instabilità finanziaria. GOI Energy, attuale proprietaria, viene descritta come orientata a una possibile vendita della raffineria, anche in ragione delle condizioni favorevoli del mercato e dell’interesse manifestato da più potenziali acquirenti. ISAB, dal canto suo, starebbe ancora gestendo le difficoltà economiche seguite al passaggio di proprietà da LUKOIL a GOI Energy, cercando al contempo di uscire dal contratto di commercializzazione “via terra” che la lega a LUKOIL Italia, per evitare ulteriori rischi legati al regime sanzionatorio.

Nella stessa cornice si inserisce Litasco, braccio commerciale della ex proprietà russa LUKOIL, che vanta – secondo la nota – un credito di circa 150 milioni di euro nei confronti di GOI Energy. Un credito che ha già portato, nei mesi scorsi, al pignoramento delle azioni di GOI Energy disposto dal Tribunale di Milano. L’obiettivo di Litasco, sempre secondo quanto riportato, sarebbe quello di ottenere una compensazione economica nell’ambito della procedura di composizione negoziata della crisi.

L’ultimo attore citato è Ludoil, società italiana attiva nella logistica e distribuzione dei carburanti, che nei primi giorni del 2026 ha firmato un contratto per la commercializzazione dei prodotti ISAB via autobotti. Un accordo che è stato successivamente sospeso dal Tribunale di Siracusa dopo una diffida di LUKOIL Italia, finalizzata a riottenere l’esclusiva. Contestualmente, Ludoil avrebbe avviato una due diligence finalizzata a una possibile acquisizione della raffineria.

In questo scenario, Sinistra Italiana evidenzia l’assenza di prese di posizione pubbliche da parte del governo nazionale e di quello regionale. La nota sottolinea come, nonostante il carattere strategico dell’impianto, non siano emerse indicazioni ufficiali su occupazione, risanamento ambientale, ricadute economiche e prospettive industriali per il territorio.

Sul piano politico, il documento afferma che il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, sarebbe informato sull’evoluzione della vicenda e guarderebbe con favore all’ipotesi di un ritorno dell’asset in mani italiane. Tuttavia, secondo Sinistra Italiana, l’attenzione del governo sembrerebbe concentrata esclusivamente sulla continuità produttiva, senza un confronto pubblico sugli effetti sociali, ambientali ed economici per l’area industriale di Siracusa.

La riflessione si allarga così all’intero polo industriale siracusano, descritto come un sistema in crisi strutturale da anni, segnato da perdita di occupazione e progressivo ridimensionamento. Per Sinistra Italiana, un semplice passaggio di proprietà non rappresenta una soluzione, in assenza di un piano industriale complessivo che includa ammodernamento degli impianti, riconversione produttiva e risanamento ambientale.

Nel documento si richiama infine il tema della transizione energetica, indicata come una possibile opportunità per ripensare il modello industriale locale. Tuttavia, viene evidenziata la mancanza, allo stato attuale, di piani industriali definiti e di investimenti significativi, pubblici o privati.

La nota si conclude con un appello a istituzioni locali, parti sociali, imprese e rappresentanti politici affinché si apra un confronto comune e si pongano al governo interrogativi chiari sul futuro del comparto industriale di Siracusa.

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