Il ricordo dello staff per il giovane progettista morto in mare: “Geniale e brillante, ha dato alla città la certezza che i giovani possono cambiare le cose”
Una tragedia improvvisa che lascia un vuoto profondo nel tessuto sociale e culturale della città. La comunità piange la scomparsa di Matteo Di Franca, il giovane progettista e attivista morto ieri in mare in circostanze ancora da chiarire. Matteo collaborava attivamente con l’ufficio Siracusa Città Educativa del Comune, lavorando a stretto contatto con la coordinatrice dei progetti Rossana Geraci.
Lo staff e i colleghi hanno voluto affidare a una nota un commosso e intenso ricordo di un ragazzo che ha speso la sua vita per la crescita della collettività.
Il percorso di Matteo all’interno della comunità siracusana era iniziato sin da piccolissimo, contraddistinto da una straordinaria vivacità intellettuale:
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I primi passi: L’approccio alla biblioteca comunale da bambino, accolto da Pino Pennisi e Tanina Zito;
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L’impegno istituzionale: Il ruolo di assessore nel Consiglio comunale dei ragazzi e, successivamente, la nomina alla presidenza della Consulta comunale giovanile;
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La proiezione internazionale: L’attività come formatore internazionale, attivista e presidente della sezione locale di Giosef (fino alla carica di vicepresidente nazionale), oltre alla gestione dei contatti esteri per i progetti europei del Comune grazie al suo inglese fluido.
Un seme per il futuro della città
Al di là dei ruoli formali e istituzionali, i colleghi ne ricordano la straordinaria caratura umana, la capacità di unire spensieratezza e profondità, come durante i viaggi in macchina verso i laboratori di Stallaini.
Il comunicato si chiude con un messaggio che fotografa l’eredità morale lasciata dal giovane:
«Matteo non chiedeva il permesso di esistere: esisteva, con forza e con dolcezza. Affettuoso, presente, capace di ascoltare, è stato un compagno di strada per tutti noi e un seme per la città. Ha dato a Siracusa una certezza rara: che i giovani possono cambiare davvero le cose, se qualcuno crede in loro. E lui ci credeva. Ostinatamente. Teneramente».








