Aggiornato al 02/03/2026 - 09:31
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Sfiducia

Lentini, Lo Faro resta sindaco: il triplo gioco di 4 consiglieri di Grande Sicilia (già espulsi)

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In 9 hanno votato “SI” alla mozione di sfiducia. Due autonomisti non si sono presentati in aula

Hanno fatto tutto loro: sostenere il sindaco in un momento di crisi politica, abbandonarlo quando – sempre secondo loro – non c’era più bisogno. Mettere la propria firma su una mozione di sfiducia per “mandarlo a casa”, senonché ripensarci all’ultimo istante e salvarlo. Protagonisti della mozione di sfiducia contro il sindaco Rosario Lo Faro a Lentini sono indubbiamente i consiglieri ex autonomisti, poi di Grande Sicilia e ora fuori dal partito.

La mozione che non passa

Il fatto politico più importante è che il primo cittadino Lo Faro, a seguito della mancata approvazione della mozione di sfiducia di ieri, continuerà a guidare la città. Come era stato preannunciato da SiracusaPress, all’orizzonte si intravedano il paradosso, le certezze e le sorprese. E così è andata, ieri sera, nell’aula udienza del tribunale di Lentini, in via Caltanissetta. Lo Faro ha affrontato le due ore di “processo” con stile e serenità, “sicuro” delle sue “carte”. Certo, le assenze di Di Grande e Vasile hanno già fatto calare nell’aula consiliare un’aura di serenità da una parte e terrore dall’altra. E, infatti, dopo più di dure ore di dichiarazioni di voto, dita puntate contro e tentativi maldestri di giustificazioni vane, il vincitore assoluto è risultato il sindaco Lo Faro, che ha incassato il voto favorevole dell’opposizione ma non di tutti gli autonomisti.

Come era prevedibile hanno votato certamente “Si” Ciro Greco (Pd), Antonino Landro (SF), Davide Marchese e Diletta Pericone (FI), Maria Cunsolo (M5S) e Rossella Consiglio (FdI), ed anche Luigi Campisi. Tra coloro che hanno votato favorevoli, è stato chiesto un nuovo inizio “politico” per la città. Per la stessa prevedibilità hanno votato “No” i fedelissimi di Lo Faro: Efrem Sanzaro, Agata Magnano e Maria Rita Culici.

La difesa del sindaco

Nella sua replica al consiglio, Lo Faro ha difeso il bilancio della sua sindacatura. Ha elencato finanziamenti ottenuti durante il mandato per un totale di 35 milioni di euro, tra risorse già convenzionate, misure compensative legate all’autostrada e fondi legati a impianti fotovoltaici. Ha citato interventi in cantiere su scuole, asili nido, viabilità, impianti sportivi e spazi giovanili.
«Non sono stato certamente io a tradire il mandato elettorale – ha detto Lo Faro – ma chi ha abbandonato la giunta nel settembre 2023». Il sindaco ha poi fatto una valutazione sul documento che i consiglieri stavano per votare. «Questa è una scelta politica – ha proseguito Lo Faro – che non guarda l’interesse della città, ma è fatta sulla sua pelle».

Grande Sicilia Show 

Poi lo show tutto di marca Grande Sicilia, condotto dal presidente del consiglio, Alessandro Vinci. Prima ha annunciato l’eventualità di dimettersi dalla carica, ma era solo un annuncio perchè di dimissioni non c’è nemmeno l’ombra. Poi ha provato ad arrampicarsi sugli specchi per giustificare il proprio voto non favorevole con una supercazzola su un ipotetico ricorso che avrebbe potuto fare il sindaco, nell’ipotesi che fosse stato sfiduciato, relativamente all’ultimo semestre in cui la legge non consente la sfiducia. Peccato che, a conti fatti, manca più di un anno alla fine del mandato. Gianmarco Di Grande, Francesca Reale e Carlo Vasile non hanno avuto nemmeno il coraggio di presentarsi in aula, Silvana Bosco Santocono e Giuseppe Vasta hanno rispettato gli accordi votando favorevolmente. E durante la notte i 4 di Grande Sicilia sono stati silurati dal partito di Lombardo & co in provincia. Giuseppe Fisicaro e Giuseppe Vasta, coordinatore e capo gruppo in consiglio, inchiodano alle proprie responsabilità principalmente Vinci, reo di aver promosso la raccolta firme, la presentazione e la calendarizzazione, proponendo anche l’uscita dalla maggioranza.

«Le sue aspirazioni personali – hanno dichiarato – hanno rappresentato il vero motore politico di questa scelta. Quando però è emerso che un’eventuale candidatura a sindaco avrebbe dovuto essere condivisa e non imposta, si è assistito a un evidente voltafaccia, che ha smentito le aspettative precedentemente alimentate e confermato una gestione fondata su personalismi».

I 4 consiglieri Reale e Vinci, Di Grande e Vasile, sono stati espulsi dal partito con effetto immediato.

Per Sinistra Italiana – Avs «Il dato politico che emerge è che l’amministrazione Lo Faro si salva dalla sfiducia – Leandro Di Mari – e che il centrodestra, nella sua composizione classica, esce ancora più diviso dal voto consiliare. La mozione di sfiducia presentata dal MPA, infatti, viene respinta e questa cosa non può non avere ripercussioni politiche all’interno del centro destra lentinese e provinciale».

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