Aggiornato al 31/05/2026 - 11:11
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Polemica

Noto, La “guerra” del Cumo, il presidente Bonfanti: “Nessuna chiusura”

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Bonfanti torna sulle dichiarazioni del sindaco di Noto e degli altri soci dissenzienti, respinge le contestazioni sulla sua nomina e su quella di Mollo.

Chiamatela, se volete la guerra del Cumo. E si tratta di guerra politica, nient’altro. E’ scattata all’indomani del “No” secco dell’assemblea dei soci alla nomina di Corrado Bonfanti, ex sindaco di Noto, alla presidenza del consiglio di amministrazione del Consorzio universitario Mediterraneo orientale, un gioiellino del sudest che rischia di essere travolto dalle polemiche e dalla politica. E a farne le spese, come capita sempre, saranno le comunità e non i politici. Però, sono quelle stesse comunità che eleggono i loro rappresentanti.

Il “No” dell’assemblea a Bonfanti ha innescato una serie di polemiche, poichè da una parte ci sono i soci che vogliono un altro nome dalla Regione, dall’altra Bonfanti difende la propria poltrona e da Palermo arrivano indicazioni chiare sulla nomina (di Bonfanti).

Nella bagarre si infila a gamba tesa Bruno Marziano, ex assessore e parlamentare regionale, che lancia l’allarme sul rischio chiusura del consorzio. Così arriva la difesa d’ufficio del sindaco di Noto, Corrado Figura.

E non poteva mancare la replica del presidente del Cumo, Bonfanti.

Al centro della disputa ci sono due nomine: quella dello stesso Bonfanti, di competenza della Regione Siciliana, e quella del professor Mollo, designato dall’Università di Messina. Entrambe vengono contestate dalla maggioranza assembleare, composta dal Comune di Noto, dal Comune di Avola, dal Comune di Portopalo e dal Cenacolo Domenicano. Bonfanti non usa mezzi termini nel giudicare queste obiezioni: le definisce prive di fondamento giuridico e riconducibili a dinamiche politiche interne, non a ragioni istituzionali.

«Se il CUMO non deve chiudere i battenti – ha dichiarato Bonfanti – deve continuare a funzionare come ha fatto negli ultimi 20 anni, attraverso una governance pubblica che vede coinvolti la Regione Siciliana, l’Università di Messina e il Comune di Noto che ne ospita la prestigiosa sede. Tutte le dichiarazioni, da chiunque provengano, sono solo inutili e dannosi tentativi di camuffare la realtà».

Riguardo alla contestazione della nomina da parte dei comuni di Noto, Avola, Portopalo e cenacolo Domenicano, Bonfanti risponde in maniera chiara: «se ne facciano una ragione – ha detto Bonfanti – il presidente del cda c’è, piaccia o non piaccia, beghe personali o ripicche politiche ritornino pure ai diretti interessati». 

In netto contrasto, Bonfanti e Figura, ma su una cosa sono la pensano allo stesso modo: il futuro del Cumo che non sarebbe a rischio chiusura.

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