Il reparto di eccellenza del Trigona potrebbe essere spostato ad Avola insieme all’Oncologia. Pietro Rosa: “Rischio chiusura pronto soccorso e perdita di servizi essenziali”
Ha scritto una lettera aperta alla direzione generale dell’Azienda sanitaria provinciale, indirizzata anche ai deputati regionali del territorio, per chiedere rispetto per i cittadini e la sanità della zona sud. A firmarla è stato Pietro Rosa, presidente del consiglio comunale della città netina e consigliere provinciale.
Il tono polemico di Rosa prende spunto dalla notizia che il reparto di Oncologia, attualmente allocato ad Avola rientrerà all’Umberto I di Siracusa, operazione che a sua volta consentirà il trasferimento del reparto di Ortopedia da Noto ad Avola.
Ortopedia a Noto è un reparto dichiarato d’eccellenza e nel 2022 individuato tra le 28 migliori strutture in Italia.
«E’ un reparto – ha dichiarato Pietro Rosa – ristrutturato a fior di milioni di euro con l’ obiettivo di creare una struttura all’avanguardia non certo destinata al trasferimento. Dalla politica del depauperamento dell’Ospedale Trigona di Noto qualcosa si sarebbe dovuta apprendere, ma nulla, a quanto pare non si è mai sazi».
Rosa porta altri esempio di trasferimenti scarsamente proficui, dal punto di vista dei numeri. Il reparto di Ginecologia e Ostetricia, passato dai 14 posti letto + 2 quando ancora allocato a Noto a 4 posti letto da quando è stato trasferito ad Avola, passando dalla soglia dei 500 parti previsti a sotto soglia.
«che rischia – spiega Rosa – di farci perdere l’unico punto nascita oggi presente nella zona sud, ma andiamo avanti. ASP e Regione Siciliana sanno benissimo che il trasferimento di Ortopedia determinerà la consequenziale chiusura del pronto soccorso di Noto, che dal già vergognoso h 12 diventerà h 0, altro che h 24».
Tante sono state le istanze inviate all’Asp da parte del consigliere provinciale, chiedendo i dati che riguardano i Pronto Soccorso di Noto e Avola, per conoscere quanti accessi e ricoveri ha perso la zona sud da quando la struttura di emergenza/urgenza di Noto ha orari di apertura e chiusura limitati.
«Siamo alle porte della nuova rifunzionalizzazione – ha concluso Pietro Rosa – e nessuno ha risposto. Mi auguro che le questioni politiche e partitiche non c’entrino nulla. Il tempo è già stracotto per un percorso condiviso, senza bandiere, capace di reagire al tentativo di confermare la fallimentare fotocopia delle precedenti rifunzionalizzazioni. I cittadini e la sanità ospedaliera della zona sud esigono e meritano rispetto, a partire dalla garanzia delle condizioni necessarie per il mantenimento delle eccellenze laddove come eccellenze sanitarie si sono contraddistinte».






