Oltre 1000 Sindaci hanno firmato l’appello per il Draghi bis, ma c’è chi dice no

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Sono oltre mille i Sindaci che hanno sottoscritto l’appello al premier Draghi. Ma c’è anche dice no al Draghi bis, come nel caso del sindaco di Buccheri, Alessandro Caiazzo

Mercoledì si deciderà  il futuro del Governo,  ragione che ha mosso oltre 1000 sindaci, infatti, a scendere  in campo per provare a trattenere Mario Draghi nel segno della stabilità.

Iniziativa avviata dal sindaco di Firenze, Dario Nardella e che in 48 ore ha raccolto oltre 1.300 adesioni, dalle grandi città ai piccoli comuni, con una rappresentanza di diverse forze politiche e liste civiche, anche di tutti gli schieramenti

“Noi Sindaci – cita il documento sottoscritto dai Sindaci  -, chiamati ogni giorno alla difficile gestione e risoluzione dei problemi che affliggono i nostri cittadini, chiediamo a Mario Draghi di andare avanti e spiegare al Parlamento le buone ragioni che impongono di proseguire l’azione di governo. Allo stesso modo chiediamo con forza a tutte le forze politiche presenti in Parlamento che hanno dato vita alla maggioranza di questo ultimo anno e mezzo di pensare al bene comune e di anteporre l’interesse del Paese ai propri problemi interni”. “Ora più che mai abbiamo bisogno di stabilità“.

Nel corso dei prossimi giorni altri Sindaci potrebbero aderire all’iniziativa pro Draghi. Ma c’è anche dice no al Draghi bis, come nel caso del sindaco di Buccheri, Alessandro Caiazzo

“La campagna elettorale logora già da mesi il governo Draghi ed un ulteriore prosecuzione, a condizioni ancora mutate, non farà altro che ingigantire la litigiosità del Parlamento, immobilizzando ulteriormente il lavoro dell’esecutivo.” Afferma il sindaco Ibleo
“Non si capisce per quale ragione in Italia, parlare di voto, sia sempre un tabù.
Probabilmente invece, diverse forze politiche che hanno la necessità di dover riorganizzare i propri ranghi per superare la soglia di sbarramento, cercano di prendere tempo; tutto ciò è inammissibile ed ingiusto nei confronti degli Italiani, dello stesso Presidente Draghi e per l’intelligenza dei sindaci che, in questa fase, non dovrebbero prestarsi al becero gioco della politica romana.”
Ecco perché non mi unirò al 20% dei colleghi Italiani che hanno firmato l’appello e che hanno posto alla base della loro petizione la necessaria “stabilità” del paese, alcuni sicuramente in buona fede, ma altri sicuramente no e li vedremo presto scendere in campo con i vari “partitini” per tentare la scalata politica.
Credo anche che Draghi sia troppo intelligente per farsi tirare la giacca e che le elezioni sono, finalmente, più vicine che mai.

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