Aggiornato al 19/05/2026 - 16:11
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Sicurezza

Pachino, Caserma dei Vigili del fuoco: manca il decreto di conversione del Ministero

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Luciano (Fdi): “Stiamo lavorando sulla vicenda col deputato nazionale Cannata”. Il sindaco Gambuzza: “Ben venga, l’importante ottenere il risultato per tutto il territorio”

Esistono i pareri favorevoli del Comune, della direzione regionale dei Vigili del fuoco e del comando provinciale: manca solo il provvedimento del ministero dell’Interno. Ovvero, il decreto di conversione da distaccamento di volontari a caserma permanente con personale effettivo. Emergono sempre più dettagli sulla ingarbugliata vicenda che riguarda la caserma dei vigili del fuoco di via Dello Stadio. Fatto sta che l’iter non si è ancora sbloccato del tutto.

Lo stato della caserma

La caserma di via Dello Stadio, attiva dal 2009 con i volontari, ha avuto un crollo drastico di funzionalità. Prima per i mezzi, poi per il personale: dagli oltre 40 volontari formati nel 2009, la presenza nel corso degli anni si è ridotta a pochissime unità che sono in grado di garantire al massimo la disponibilità di un turno a settimana. Niente, se si pensa al quantitativo di incendi e situazioni di pericolo segnalate nel periodo estivo in una zona che compre un territorio vasto territorio turistico con oltre 50 mila abitanti.

L’iter 

Per fare l’ennesimo resoconto dell’ultimo anno, l’amministrazione comunale ha chiesto al comando provinciale dei vigili del fuoco il potenziamento del distaccamento, elevandolo a vera e propria caserma con personale permanente. E’ stato anche prodotto un atto deliberativo sulla vicenda.

A dicembre 2025 sia il comando provinciale siracusano che la direzione regionale siciliana dei Vigili del fuoco, hanno espresso parere favorevole alla conversione. L’ufficio regionale ha anche comunicato al Dipartimento nazionale dei Vvff, al ministero dell’Interno, il parere, seppur condizionato alla verifica dell’idoneità della sede in funzione alle esigenze logistiche, riservandosi di trasmettere tutta la documentazione che avrebbe dovuto arrivare dagli uffici comunali.
A febbraio 2026 il comando provinciale ha integrato la pratica inviando alla direzione regionale tutto il materiale richiesto e prodotto dal Comune di Pachino.
Ad interessarsi della vicenda è stato il deputato nazionale di Fdi, Luca Cannata, che ha facilitato la comunicazione tra gli uffici del ministero dell’Interno, la direzione regionale dei Vvff e il comando provinciale. «Con il partito e nostro deputato Cannata – ha dichiarato Angelo Luciano, segretario del circolo cittadino di Fdi – stiamo lavorando all’apertura del comando permanente, perchè Pachino è un territorio che ha bisogno di maggiore sicurezza, soprattutto nel periodo estivo, in cui il rischio incendi è altissimo». Le comunicazioni tra il parlamentare Cannata e gli uffici ministeriali sono costanti, e l’ultima è stata oggi. «C’era stato un errore durante l’invio della documentazione al ministero – ha spiegato Luciano – nel frattempo gli uffici competenti, dopo aver ottenuto i pareri dal comando provinciale e dalla direzione regionale, e i documenti dal Comune, stanno valutando la fattibilità per arrivare al decreto di conversione».
Dunque, la palla passa in mano al ministero dell’Interno, che deciderà se convertire il distaccamento dei volontari in caserma permanente.
Prove di dialogo tra Fdi e Fi
«Il Comune ha fatto tutto ciò che doveva fare – ha dichiarato il sindaco, Giuseppe Gambuzza – siamo felici che il deputato Cannata e tutto il partito di Fratelli d’Italia si stiano interessando alla caserma, questo è anche il loro territorio. Il nostro unico obiettivo è ottenere il risultato della conversione in comando effettivo permanente: saremo felici in qualsiasi modo avverà. Anzi, mi auguro che tutto ciò sia di buon auspicio per una futura collaborazione, anche a Pachino, dei due partiti più importanti del Centrodestra, Forza Italia e Fdi». E da parte di Gambuzza è l’ennesimo segnale lanciato nei confronti del partito della Meloni: il sindaco, poche settimane fa, si è detto promotore di un tentativo di riunificazione del Centrodestra, a partire proprio dai due partiti più importanti.

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