Il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha respinto l’appello della Pro Loco di Marzamemi contro il diniego del finanziamento regionale di 34 mila euro al Cinefest
Anche il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha dato torto alla Pro Loco di Marzamemi. Con un’ordinanza depositata il 15 aprile 2026, il collegio palermitano ha respinto l’appello con cui l’associazione chiedeva di ribaltare il provvedimento cautelare del TAR Sicilia che aveva già negato la sospensione del diniego al contributo regionale di 34 mila euro per il “Marzamemi Cinefest – Festival Internazionale delle Identità del Mediterraneo”.
Al centro della disputa c’è un requisito preciso: la legge regionale sul sostegno alle manifestazioni culturali richiede che l’evento per cui si chiede il finanziamento pubblico abbia almeno cinque anni di continuità nello stesso territorio. La Pro Loco nel 2025 ha realizzato la sesta edizione del Festival internazionale delle identità del Mediterraneo Marzamemi Cinefest, sostenendo che fosse la naturale prosecuzione del “Festival Internazionale del Cinema di Frontiera”, e che i due eventi potessero quindi essere considerati un’unica manifestazione ai fini del calcolo della continuità quinquennale.
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa non ha condiviso questa lettura. I giudici hanno rilevato che il Festival del Cinema di Frontiera (che conta oltre 20 edizioni), negli anni 2022 e 2023, si era tenuto in forma itinerante in sedi diverse da Marzamemi, e che le due rassegne presentano obiettivi e tematiche distinti tra loro, tali da escludere qualsiasi sostanziale sovrapponibilità. Non basta, quindi, un legame ideale o una generica continuità tematica per soddisfare il requisito di legge: occorre che si tratti della stessa manifestazione, con la stessa denominazione e nella stessa sede.
L’associazione aveva anche tentato di far valere una clausola dell’avviso pubblico che ammetteva variazioni di sede all’interno del territorio siciliano, ma il collegio ha chiarito che quella previsione riguarda una manifestazione che conserva la propria identità pur cambiando luogo, non due eventi distinti di cui uno abbia cessato di svolgersi a Marzamemi. Il cambio di denominazione, unito alla diversità di contenuti, ha fatto il resto.
La Pro Loco è stata condannata a pagare mille euro di spese per la fase cautelare in appello.







