Aggiornato al 29/06/2026 - 09:23
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Pachino, L’appello dei pescatori di Marzamemi: “Riaprite il molo del porto Fossa”

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Giovanni Zanti, Vincenzo Lupo, Corrado Barone e Sebastiano Burgaretta rappresentano i venti pescatori che a Marzamemi si trova a fare i conti con i danni e le restrizioni operative

Al porto Fossa, a Marzamemi, i pescatori non reggono più la situazione che si è creata. «Siamo con le spalle al muro – hanno raccontato, non riusciamo più ad andare a pesca. Questo significa non riuscire a sfamare le nostre famiglie». Ai problemi atavici, si sono aggiunti quelli scaturiti dalla violenza del ciclone Harry che lo scorso gennaio si è abbattuto sulle coste siciliane. Il problema più grosso è il pericolo di crollo del molo, quel tratto di porto in cui i pescatori caricano e scaricano le reti, zona di alaggio, e in cui è presente la pompa di carburante. La zona è interdetta già da mesi, ma pescatori e operatori del porto, per tentare di uscire dall’impasse, hanno deciso si commissionare una indagine strutturale che certifica la possibilità di riapertura del molo, poichè non ci sarebbe il pericolo di crollo. Quanto meno addebitabile al passaggio umano sul tratto del molo. 

«Siamo stanchi – hanno raccontato Giovanni Zanti, Vincenzo Lupo, Corrado Barone e Sebastiano Burgaretta, gente che ha anni di professione alle spalle e rappresenta il gruppo di 20 pescatori di Marzamemi – stiamo riflettendo sul fatto di mettere in piedi una forma di protesta pacifica affinché vengano tutelati i nostri diritti. Così non riusciamo più ad andare avanti».

Le richieste sono poche e chiare: riaprire la parte interdetta del molo, per consentire alaggio, carico e scarico delle reti e delle attrezzature, rifornimenti. La messa in sicurezza dell’imboccatura del porto, gravemente compromessa dai massi caduti a causa delle mareggiate.

«Chi detiene la responsabilità del porto – hanno detto i pescatori – deve garantire interventi rapidi per ripristinare le condizioni minime di operatività. Attendiamo risposte concrete da parte delle istituzioni competenti, prima che il fermo si trasformi in un danno economico impossibile da recuperare per famiglie che vivono di pesca da sempre».

Il sindaco di Pachino, Giuseppe Gambuzza, nei giorni scorso ha annunciato che l’amministrazione ha avviato un confronto con la Regione per avviare la messa in sicurezza del tratto di molto e garantirne la riapertura.

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