Si è conclusa con esito negativo la seconda conferenza dei servizi sul progetto della società “Fratelli Ciccazzo” per un complesso turistico alberghiero in contrada Lettiera, nella zona di Calafarina
E’ ancora “no”. Dopo oltre 15 anni, rispunta il progetto di realizzazione di una struttura ricettiva in contrada Lettiera, lungo la strada provinciale Marzamemi – Portopalo, a ridosso dell’area archeologica di Calafarina, ed è ancora diniego.
Ieri mattina si è conclusa con esito negativo la seconda conferenza dei servizi convocata dal Comune sul progetto di un complesso turistico alberghiero della società “Fratelli Ciccazzo”, un progetto di 50 mila metri quadri e di oltre 7 milioni di euro.
La seduta si è svolta ieri negli uffici del Suap di via Mascagni, alla presenza di rappresentanti di numerosi enti coinvolti nel procedimento: dall’Assessorato regionale al Territorio e Ambiente alla Soprintendenza ai Beni Culturali e Paesaggistici di Siracusa, dall’Autorità di bacino al Genio Civile, oltre agli uffici tecnici e ambientali del Comune. Hanno preso parte anche i tecnici incaricati dalla ditta proponente e i rappresentanti di diverse associazioni, tra cui Italia Nostra, il Gruppo Archeologico Capo Pachino, l’Archeoclub Italia sede di Noto e l’associazione ambientalista Acquanuvena di Avola.
Nel corso della riunione è stato preso atto di una comunicazione dell’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente, secondo cui la ditta avrebbe riformulato il progetto ripresentando di fatto l’intero intervento in forma modificata, senza fornire riscontro alle osservazioni raccolte nella conferenza precedente. Una circostanza che, alla luce della normativa vigente, porta a considerare il progetto come nuovo, con la conseguente necessità di avviare un nuovo iter procedimentale.
La Soprintendenza si è riservata di esprimere parere, quanto meno fino alla definizione del ricorso pendente al Tar di Catania, presentato dalla stessa società Ciccazzo contro un precedente parere dell’ente. Ma ha messo sul tavolo ancora una volta i vincoli che interessano l’area, tra cui quello archeologico della grotta di Calafarina, le Zps, Zone di protezione speciale legate ai pantani della Sicilia sud-orientale, e i livelli di tutela previsti dal Piano Paesaggistico.
“Un’opera in variante urbanistica – si legge nel testo della petizione – che rischia di stravolgere per sempre un’area agricola e naturale incontaminata ad altissimo valore paesaggistico e storico”.
Al termine dei lavori, il Suap comunale ha chiuso la pratica comunicando alla società interessata che, allo stato attuale, non sussistono le condizioni per il rilascio di un parere favorevole.












