Ennesimo rinvio per il partito democratico locale: prima la sostituzione di Concetta Petralito, poi il voto
Kafka in persona non avrebbe creduto a questa storia, se gliel’avessero raccontata. Il maestro del realismo magico si sarebbe messo le mani tra i capelli e avrebbe esclamato: “ma parche non l’ho pensata io”. Ma andiamo alla “storia”. Ieri i componenti del nuovo direttivo, dopo 3 tentativi, sono stati finalmente convocati per eleggere il nuovo segretario e hanno trovato l’ennesima sorpresa. Il garante nominato dalla segreteria provinciale ha comunicato ai democratici che l’elezione “non s’ha da fare” perché il componente del direttivo che si è dimesso, l’ex consigliere comunale Concetta Petralito, non è stato surrogato. Così, la riunione di ieri è servita alla ratifica della sostituzione di Petralito con il primo dei non eletti, l’ex sindaco Roberto Bruno. E l’incontro per l’elezione del segretario è stato rinviato tra la furia di tutti i componenti del direttivo. Probabilmente, a questo punto il condizionale è d’obbligo, potrebbe essere riconvocato il 15 luglio alle 21.
Verrebbe da pensare che, nonostante tutte le regole ferree ma eccessivamente ingarbugliate dei democratici, poteva essere convocato il primo dei non eletti, ratificata la sostituzione e poi ammesso al voto. Proprio come accade in tutti i consigli comunali d’Italia. Ma no, se dalle parti del Pd non ci si complica la vita, in una situazione già infuocata di suo, non c’è proprio gusto.
Anche perchè, giocare a fare i sapientoni con le regole, e farlo per beceri logorii tra anime interne, è l’unico obiettivo di questo partito che avrebbe il dovere, in quanto uno dei pochi partiti di opposizione, di lavorare per il bene comune e costruire alternative politiche.
La componente che fa capo all’ex consigliere comunale Emiliano Ricupero, non ha perso tempo a denunciare alcuni episodi. Con una nota a firma Sergio Campisi, Cora Beninato, Salvatore Aquino, Dania Gradante, Andrea Iacono, Sonia Dugo, i componenti de direttivo protestano per la sede trovata chiusa, per la mancata comunicazione che non si poteva votare, fanno allusioni su orari scelti per agevolare l’altra componente.
«Ci auguriamo che la prossima volta – hanno scritto – in cui viene fissato un incontro sia fatto di concerto tra le parti, rispettando il prossimo ed il suo lavoro, una segreteria monca di metà circolo non serve a nessuno men che meno al partito, noi vogliamo pensare sia dovuto solo al segretario cittadino questo comportamento e ci auguriamo che anche l’altra anima del circolo prenda le distanze da questo atteggiamento».
A tutto ciò, il nuovo segretario dovrà ancora attendere: Joseph Franzò o Sonia Dugo?
A deciderlo saranno i 16 eletti al congresso dello scorso 30 maggio: Vincenzo Fallisi, Ada Shentudi, Floriana Coppoletta, Rosario Ardilio, Giovanbattista Bottalla, Laura La Corte, Marialaura Dipietro, Salvatore Ferrara, Sergio Campisi, Cora Beninato, Salvatore Aquino, Dania Gradante, Andrea Iacono, Sonia Dugo, Turi Borgh e Roberto Bruno al posto della dimissionaria Concetta Petralito.







