Il piano paesaggistico di Siracusa miete la sua seconda vittima innocente! Prima La Pillirina, ora anche TORRE DI OGNINA: un’altra iniziativa importante che avrebbe portato sviluppo e tutela nella nostra città viene ostacolata dalla miope applicazione di norme che sono state calate dall’alto, della competenza di noti urbanisti formatisi nel chiuso delle stanze di un ufficio di provincia.
Avevamo detto subito che chiedevamo con forza un piano paesaggistico diverso da quello adottato, capace di tutelare il territorio, senza però trascurarne lo sviluppo in termini sociali ed economici, ma per fare questo occorrevano competenze qualificate e trasversali che, per ovvie ragioni, la locale Soprintendenza non poteva in alcun modo garantire.
Ed invece ecco partorito un bel catalogo di retini colorati, messi dove una pavida impostazione del “no” preconcetto poteva garantire solo la serenità dei progettisti, che non hanno mai fatto nessun approfondimento di sviluppo del macrosistema interessato, semplicemente perché non era il loro mestiere.
Ad Ognina preferiscono salvaguardare il degrado esistente fin sulla costa e bocciamo un progetto di un investitore folle che di Ognina vorrebbe promuovere le risorse costiere attraverso la realizzazione di un’azienda agricola biologica con istituto di culinaria, di una struttura turistico ricettiva e di residenze alberghiere private (orrendo delitto!!!), e persino un campo da golf, mettendoci del suo circa 140 milioni di euro.
Notevoli i benefici previsti per la comunità locale. Dalla creazione di nuovi posti di lavoro, alla formazione e tirocinio professionale per gli addetti al lavoro ricettivo, dal miglioramento e potenziamento delle carenti reti idrica e fognaria comunale, al miglioramento delle forniture pubbliche di energia elettrica, dall’aumento del valore delle proprietà immobiliari adiacenti, da un impianto di trattamento delle acque reflue del complesso ricettivo da utilizzare per l’irrigazione delle aree verdi, al ripristino delle due spiagge storiche a nord e sud ed altro ancora.
Basta guardare il progetto: poche macchioline di colore blu su uno sconfinato terreno verde che non si tocca.
Niente da fare: il piano paesaggistico ha sentenziato che ad Ognina resta tutto brutto e sporco così com’è!!!
Ma come, il Sindaco ci ha sempre detto che con la Pillirina non voleva giocarsi la rielezione, ma il progetto di Ognina avrebbe avuto tutto il suo appoggio e ce lo avrebbe dimostrato: lo sviluppo turistico prima di tutto.
E allora chiediamo al Sindaco di riappropriarsi dei suoi poteri: il Comune ha sbagliato clamorosamente a chiedere alla Regione una specie di nullaosta preventivo per la variante al PRG, ma la Regione ha risposto che non serve, suggerendo di andare un po’ a studiare, visto che la variante è tutta di competenza locale, del Commissario che sostituisce il Consiglio Comunale, per cui la Giunta non ha più scuse: sviluppo o genuflessa acquiescenza al pervasivo piano malefico?
La Soprintendenza, se il Sindaco lo chiedesse con forza, con una deroga complicata ma assolutamente lecita che qui non è il caso di richiamare, avrebbe il dovere di valutare il progetto, dare dei consigli, qualche prescrizione e fare il suo mestiere, piuttosto che buttarlo via senza entrare nel merito, sulle orme di Ponzio Pilato, incurante delle esigenze della comunità dei siracusani.
La città aspetta di sapere da che parte stanno i nostri amministratori: ingessiamo tutto o governiamo lo sviluppo?
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