Aggiornato al 31/03/2026 - 16:23
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Trasparenza

Regione, tolleranza zero sulla corruzione: Schifani “striglia” i dirigenti

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Vertice straordinario a Palazzo d’Orléans per prevenire gli illeciti nella PA. Il governatore: “Non possiamo tollerare comportamenti opachi, fare squadra contro la cattiva amministrazione”

Una vera e propria stretta sui controlli interni che, da Palermo, è destinata a produrre effetti immediati anche su tutti gli uffici periferici della Regione Siciliana. Maggiori verifiche per individuare comportamenti illeciti dei dipendenti e un netto rafforzamento delle misure per prevenire i casi di corruzione all’interno della pubblica amministrazione: sono questi i chiari obiettivi fissati dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.

Il governatore ha convocato e presieduto in via straordinaria a Palazzo d’Orléans il Comitato di coordinamento dei dipartimenti (Codipa), l’organo formato da tutti i dirigenti generali dell’amministrazione regionale, lanciando un monito severo in un momento storico in cui i fondi pubblici e i cantieri (molti dei quali attivi proprio nel siracusano) richiedono la massima trasparenza.

L’iniziativa odierna fa seguito al recente atto di indirizzo inviato dallo stesso presidente Schifani dopo le delicate indagini che hanno coinvolto alcuni dirigenti e funzionari regionali nelle scorse settimane.

“È necessario rafforzare in modo deciso i controlli interni e diffondere una cultura della legalità sempre più radicata nella nostra amministrazione – ha affermato con fermezza il presidente Schifani –. Non possiamo tollerare comportamenti illeciti o opachi: ogni dirigente è chiamato a vigilare con la massima attenzione e ad agire tempestivamente in presenza di anomalie”.

Il messaggio per chi gestisce la macchina burocratica è inequivocabile: “Solo attraverso prevenzione, trasparenza e senso di responsabilità possiamo garantire ai cittadini un’azione amministrativa corretta ed efficiente. Contro la cattiva amministrazione dobbiamo fare squadra e lavorare uniti nella massima collaborazione reciproca”.

Alla riunione operativa hanno partecipato le massime cariche burocratiche regionali: il segretario generale della Presidenza Ignazio Tozzo, il capo di gabinetto Salvatore Sammartano e la dirigente dell’ufficio per la Prevenzione della corruzione, Emanuela Giuliano.

Nel corso dell’incontro è stato delineato un rigido piano d’azione che modificherà l’approccio quotidiano negli uffici:

  • Codice degli appalti: Imposizione di una corretta e rigorosa applicazione della disciplina vigente.

  • Whistleblowing: Obbligo di denuncia e diffusione capillare delle linee guida per il sistema di segnalazione degli illeciti in forma protetta.

  • Controlli a campione: Introduzione di verifiche a sorpresa, effettuate da team multidisciplinari, sui processi amministrativi che ricadono nelle aree a maggiore rischio corruttivo.

  • Procedimenti in corso: Monitoraggio stringente sul rispetto del Codice di comportamento dei dipendenti, in particolar modo per chi ha carichi pendenti di natura penale ed erariale.

  • Veridicità delle dichiarazioni: Potenziamento delle verifiche sulle autocertificazioni acquisite in tema di prevenzione.

Per tradurre in pratica queste direttive, la Regione ha previsto un potenziamento immediato del personale in forza all’ufficio del responsabile per la Prevenzione della corruzione e per la trasparenza.

In chiusura di vertice, il presidente Schifani ha richiamato in modo perentorio l’obbligo, in capo a tutti i dirigenti generali, di vigilare costantemente sui propri uffici territoriali. Un invito a promuovere tra i dipendenti la collaborazione attiva per fermare gli illeciti, ricordando a chiare lettere le pesanti conseguenze legali previste in caso di omessa denuncia alla Procura della Repubblica o di mancata segnalazione alla Corte dei Conti.

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