Lettera ufficiale dei due parlamentari siracusani al Tavolo Tecnico del MEF con sette quesiti e una richiesta di risposta entro 90 giorni: «Migliaia di siciliani stanno attendendo la piena soddisfazione di un diritto acquisito»
Il deputato nazionale Filippo Scerra (Movimento 5 Stelle) e il senatore Antonio Nicita (Partito Democratico) hanno inviato una lettera ufficiale ai componenti del Tavolo Tecnico, istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).
La missiva, indirizzata per conoscenza anche ai presidenti dei Liberi Consorzi di Siracusa e Ragusa e della Città Metropolitana di Catania, punta ad accendere i riflettori sullo stato di avanzamento delle pratiche di risarcimento fiscale.
«A che punto è l’iter per completare il rimborso dei tributi sospesi? Quali ostacoli impediscono di chiudere definitivamente questa vicenda? – domandano con fermezza Filippo Scerra e Antonio Nicita –. Migliorare la macchina dei pagamenti è un dovere: migliaia di siciliani da trentacinque anni stanno attendendo la piena soddisfazione di un diritto riconosciuto anche dalle sentenze della Cassazione».
Proprio grazie a un emendamento a firma dei due parlamentari aretusei, l’operatività del Tavolo Tecnico presso il Ministero è stata ufficialmente prorogata fino al 31 dicembre 2026. Inoltre, sempre a seguito delle loro precedenti iniziative parlamentari, nel dicembre del 2024 migliaia di contribuenti siciliani avevano finalmente visto accreditarsi i primi risarcimenti sul conto corrente.
Nella nuova nota, Scerra e Nicita pongono sette precisi quesiti tecnici e pretendono una risposta documentata da parte del Ministero dell’Economia entro un termine massimo di 90 giorni. I nodi principali da sciogliere riguardano:
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Il bilancio delle pratiche: il conteggio esatto di quanti dossier siano già stati liquidati e quanti risultino ancora inevasi negli uffici;
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La disparità di trattamento: la tutela di chi perse i primi ricorsi in giudizio quando prevaleva un’interpretazione giurisprudenziale penalizzante, poi totalmente ribaltata e sanata dalle sezioni unite della Cassazione;
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L’archivio dei documenti: il superamento del problema documentale per chi non conserva le dichiarazioni dei redditi di trent’anni fa.
I due esponenti dell’opposizione giudicano inaccettabile che due cittadini nella medesima situazione fiscale ricevano un trattamento opposto solo per via della datazione cronologica dei loro ricorsi. Per questa ragione, viene esplicitamente richiesta l’istituzione di uno sportello informativo dedicato ai contribuenti che hanno ricevuto un diniego pur possedendo i requisiti sostanziali.
«I dati storici sui redditi esistono già all’interno delle banche dati digitali dell’Agenzia delle Entrate – sottolineano i parlamentari –. Non si può in alcun modo respingere una domanda legittima per un ostacolo burocratico che lo Stato stesso possiede gli strumenti per rimuovere».
Il punto politicamente più rilevante dell’atto ispettivo tocca la situazione dei lavoratori dipendenti che nel 2010, alla scadenza del termine ultimo per presentare l’istanza, non lo fecero poiché la stessa Amministrazione Finanziaria sosteneva erroneamente che il diritto al rimborso spettasse esclusivamente al datore di lavoro e non al singolo salariato.
Secondo i firmatari della lettera, un diritto acquisito per legge non può essere sottoposto a scadenze perentorie se lo Stato stesso ha indotto i cittadini in errore. Scerra e Nicita hanno chiesto al Tavolo Tecnico una sessione informativa speciale in Commissione e la trasmissione immediata di tutti i dati d’archivio. Questi elementi serviranno a sostenere l’iter del disegno di legge Scerra-Nicita, volto a estendere per via legislativa i rimborsi del Sisma 90 a tutti gli aventi diritto, indipendentemente dalla presentazione di una vecchia istanza cartacea.







