Aggiornato al 04/03/2026 - 13:15
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Rincari bollette, l’effetto della crisi in Medio Oriente: spariscono le offerte a prezzo fisso

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Aepi, Assium e Consumerismo lanciano l’allarme e chiedono l’intervento del Governo. Le proiezioni: la spesa annua potrebbe lievitare fino a 585 euro a nucleo

Gli echi della crisi in Medio Oriente si abbattono direttamente sui bilanci degli italiani. Gli aumenti dei prezzi sui mercati internazionali stanno producendo un effetto immediato e preoccupante sul mercato nazionale: la revoca improvvisa delle offerte a prezzo fisso per energia elettrica e gas destinate a famiglie e piccole e medie imprese (PMI).

Non si tratta di un semplice assestamento fisiologico, ma di una reazione all’instabilità che scarica l’incertezza direttamente sui consumatori finali, proprio nel momento in cui il sistema produttivo avrebbe bisogno di stabilità e costi prevedibili.

A denunciare la gravità della situazione scendono in campo Aepi (Associazione europea di professionisti e imprese), Consumerismo No Profit e Assium (l’Associazione che rappresenta gli Utility Manager in Italia). Secondo le tre sigle, questa dinamica segnala una rottura profonda del sistema energetico nazionale e un rischio sistemico per l’economia reale.

In una fase così delicata, affidarsi al caso o all’istinto può rivelarsi fatale per i bilanci. Lo spiega chiaramente Biagio Dimartino, delegato regionale Assium per la Sicilia:

«Di fronte a una crisi internazionale nessun professionista può fermare la volatilità dei mercati, ma può ridurne l’impatto su famiglie e imprese. L’utility manager non interviene sull’evento geopolitico, ma sulla gestione del rischio: analizza i contratti, valuta le alternative e affianca il cliente. La scomparsa improvvisa delle offerte a prezzo fisso dimostra che non è più sufficiente scegliere una tariffa: serve una gestione consapevole. Affidarsi a un professionista significa trasformare l’incertezza in una strategia, evitando decisioni impulsive».

Ma quanto peserà concretamente questa crisi sulle tasche degli italiani? Assium ha elaborato delle proiezioni sugli effetti della crisi mediorientale, delineando tre possibili scenari in base alla durata del conflitto e alle turbolenze sul mercato del gas:

  • Scenario Lieve: In caso di incremento delle tariffe del 10% (luce e gas), la maggiore spesa si attesterebbe attorno a +207 euro annui a nucleo famigliare (+135 euro per il gas, +72 euro per l’energia elettrica).

  • Scenario Medio: In caso di incremento del 20% per il gas e del 15% per la luce, l’aggravio salirebbe a +378 euro annui (+270 euro per il gas, +108 euro per la luce).

  • Scenario Pessimistico: In caso di incremento del 30% per il gas e del 25% per la luce, la stangata arriverebbe a +585 euro annui (+405 euro per il gas, +180 euro per la luce).

Il presidente di Consumerismo, Luigi Gabriele, evidenzia come la scomparsa dei contratti a tasso fisso in un solo giorno sia il sintomo di una “crisi di fiducia” dei mercati. Gli fa eco Federico Bevilacqua, presidente nazionale di Assium, che sottolinea la necessità di puntare su micro-produzione e comunità energetiche per garantire stabilità al sistema.

Le associazioni non si limitano all’analisi, ma presentano richieste precise al Governo nazionale:

  • Maggiore trasparenza nelle offerte commerciali;

  • Lo stop definitivo ai contratti telefonici (spesso veicolo di truffe o condizioni poco chiare);

  • La trasformazione dei sussidi temporanei in investimenti strutturali per l’autonomia energetica del Paese;

  • Una pausa del decreto legge bollette e una revisione complessiva del mercato elettrico.

Senza riforme strutturali, avvertono gli esperti, la fine del mercato a prezzo fisso rischia di innescare una nuova e pesante emergenza sociale.

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