Aggiornato al 02/07/2026 - 10:47
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Sanità, allarme di Federbiologi all’ARS: “I laboratori siciliani non possono curare in perdita”

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Il dottor Piero Miraglia (Federbiologi): “Strutture costrette a interrompere le prestazioni ogni mese, i cittadini restano senza analisi”

Il dossier D.A. 418/2026 sulla sanità dell’isola resta aperto e continua a sollevare forti preoccupazioni. Le criticità che i laboratori di analisi cliniche siciliani portano all’attenzione delle istituzioni regionali non sono questioni formali, ma toccano da vicino il diritto alla salute e la continuità assistenziale dei pazienti. Nella Sala Gialla del Parlamento Regionale di Palermo, la Sesta Commissione Salute, presieduta dall’onorevole Giuseppe Laccoto, ha tenuto una nuova audizione con i rappresentanti sindacali di categoria per affrontare l’emergenza finanziaria che sta colpendo il settore.

All’incontro erano presenti l’assessore alla Salute, il dottor Marcello Caruso, e il dirigente dottor Francesco La Placa. Al tavolo dei relatori, l’organizzazione sindacale Federbiologi ha espresso una posizione critica molto netta, delineando il quadro di un comparto in costante deterioramento da ormai due anni.

L’intervento di Federbiologi, guidato dal dottor Piero Miraglia, ha messo in luce la forte sofferenza economica causata dai tetti di spesa assegnati negli ultimi anni. Nel 2024 le strutture hanno subito riduzioni sui budget già considerati provvisori, mentre nel 2025 è scattata un’ulteriore decurtazione del 30% a carico di numerose realtà territoriali. Il nuovo decreto non ha invertito questa tendenza e la programmazione per il 2026, basata sulle riduzioni del tariffario nazionale (già annullato dal TAR Lazio con obbligo di modifica entro l’anno), rende impossibile lavorare in condizioni di equilibrio.

La conseguenza diretta di queste scelte ricade interamente sull’utenza:

  • Stop alle prestazioni: ogni mese i laboratori esauriscono i budget assegnati prima del tempo e sono costretti a bloccare l’accesso ai servizi in convenzione con il SSR;

  • Tariffe inferiori ai costi vivi: l’esame del PSA viene oggi remunerato dalla Regione 3 euro, a fronte di un costo vivo di produzione per il laboratorio pari a 4,50 euro;

  • Pressione sul pubblico: l’interruzione dei servizi nel privato accreditato finisce per intasare i pronto soccorso e allungare le liste d’attesa degli ospedali.

La Sicilia è la regione italiana con il maggior numero di laboratori di analisi cliniche siciliani a livello nazionale: ben 415 strutture, che rappresentano il 30,3% del totale complessivo del Paese. Qualsiasi instabilità in questo segmento produce quindi contraccolpi immediati sulle cure di una fetta enorme di popolazione.

Per uscire dallo stallo ed evitare il collasso delle strutture, Federbiologi ha avanzato tre precise richieste alla commissione parlamentare e ai tecnici dell’assessorato:

  • Sblocco dei 15 milioni: il rifinanziamento immediato dei 15 milioni di euro già stanziati dal Parlamento regionale per valorizzare le prestazioni sotto soglia, somme che risultano ancora congelate nonostante il pronunciamento favorevole della Corte Costituzionale;

  • Esenzioni oncologiche fuori dal tetto: il trasferimento delle prestazioni con codice di esenzione 048 (patologie oncologiche) all’interno del capitolo di spesa della prevenzione, alleggerendo i budget ordinari;

  • Revisione del decreto: una riforma strutturale del provvedimento che rimetta al centro i servizi ai cittadini, superando la logica dei piani di rientro parziali.

Durante la seduta, l’assessore Marcello Caruso ha assunto l’impegno di chiedere formalmente al Parlamento siciliano il rifinanziamento dei 15 milioni di euro per adeguare le tariffe degli analiti sotto soglia. Il presidente Giuseppe Laccoto ha programmato una nuova seduta per la settimana successiva al fine di stabilire se chiedere la modifica, la sospensione o la revisione totale del decreto ministeriale.

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