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BOTTA E RISPOSTA

Servizio idrico, Cannata replica al sindaco Italia: “Le responsabilità non scompaiono”

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Il deputato di Fratelli d’Italia Cannata risponde al sindaco di Siracusa e presidente dell’Ati idrico: “Le mie interrogazioni hanno portato alla luce il tema del controllo pubblico su Aretusacque ben prima dell’ultima Assemblea”

Prosegue il confronto politico sul servizio idrico. Il deputato di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera, Luca Cannata, replica al sindaco di Siracusa e presidente dell’Ati idrico, Francesco Italia.

“Il sindaco Italia invoca la palla di vetro, ma dovrebbe cominciare dalle carte che ha sulla scrivania”, afferma Cannata. Secondo il parlamentare, a una richiesta di conto su ciò che è stato fatto finora il presidente dell’Ati avrebbe risposto parlando del futuro. “Le responsabilità non scompaiono e il fallimento della sua gestione resta”, sostiene.

Cannata contesta in particolare due passaggi della replica di Italia. Il sindaco, a suo dire, prima avrebbe sostenuto di non aver atteso le iniziative del deputato, che sono “datate e agli atti”, e poi avrebbe usato le risposte alle richieste di accesso agli atti come prova del proprio operato. I riscontri citati, precisa il deputato, erano parziali e sono state proprio le sue iniziative a far emergere questioni su cui chiede ancora chiarezza, a cominciare dal controllo pubblico e dalle regole applicate ad Aretusacque.

Gli atti, secondo Cannata, dimostrano che l’Ati era a conoscenza, grazie alle sue interrogazioni, del contrasto sulla natura del controllo pubblico ben prima dell’ultima Assemblea. Dimostrano inoltre che il Consiglio di sorveglianza aveva annunciato l’acquisizione del parere legale a seguito della sua richiesta. “La vicenda non è nata tre giorni fa”, sottolinea, accusando il sindaco di far partire il calendario dall’ultima riunione.

Il deputato pone quindi alcune domande: quali controlli siano stati svolti prima, quali regole siano state applicate e quali documenti restino da consegnare. Cannata ricorda che rispondere a un accesso agli atti ed esercitare la vigilanza sono due cose diverse, distinzione che a suo giudizio un presidente dell’Ati dovrebbe conoscere.

Infine, il parlamentare accusa Italia di cercare battute per evitare risposte e di aggiungere comunicati che non reggono al confronto con le carte. “Ai cittadini servono acqua e trasparenza: dei suoi alibi hanno già fatto il pieno”, conclude.

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