La senatrice ha presentato un’interrogazione al Ministro dei Trasporti per conoscere lo stato di attuazione dei progetti infrastrutturali
In queste ore la senatrice Daniela Ternullo ha depositato un’interrogazione urgente a risposta orale al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla sicurezza stradale dei ciclisti, un’istanza che arriva direttamente dal territorio, specie a seguito dell’ultimo di una serie di incidenti, che qualche giorni fa ha coinvolto una donna, investita e uccisa mentre era in sella alla propria bicicletta in località Pioppo, nel territorio della Città Metropolitana di Palermo.
“I numeri parlano da soli e fanno male — dichiara la vicepresidente del gruppo di Forza Italia al Senato -. Dopo i 222 ciclisti morti nel 2025, nei soli primi sei mesi del 2026 abbiamo già contato 101 vittime, 44 delle quali con oltre 65 anni di età. E nelle ultime ore abbiamo perso due donne: Adele in Trentino e Nicoleta a Palermo. Due vite spezzate da un’auto mentre pedalavano. Non possiamo continuare ad accettarlo”.
Con l’interrogazione, la senatrice chiede al Governo di chiarire quali iniziative urgenti intenda adottare per ridurre il numero di morti e feriti tra i ciclisti, quale sia lo stato di attuazione delle infrastrutture ciclabili previste dal PNSS 2030 e se siano state adottate misure concrete per raggiungere l’obiettivo europeo “Vision Zero — Zero Vittime”, già perseguito con successo in numerosi Paesi europei.
“Questa non è più una questione di singoli incidenti. È un’emergenza nazionale che richiede una risposta strutturale, non interventi episodici e frammentari. Il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale 2030 prevede già linee strategiche specifiche per i ciclisti, inclusa la realizzazione e messa in sicurezza delle infrastrutture ciclabili. Chiedo al Ministro di dirci a che punto siamo nell’attuazione concreta di quelle misure”.
“La bicicletta è mobilità sostenibile, salute, libertà — conclude Ternullo -. Il crescente senso di insicurezza sta scoraggiando sempre più cittadini dall’usarla. Non possiamo permetterci di perdere questa battaglia. Il diritto alla mobilità sicura deve essere garantito a tutti, indipendentemente dal mezzo che si sceglie di usare”.







